Il significato della croce

72-Con-la-croce-in-bianco-e-nero-800x807Il significato della croce è coerente, chiaro, addirittura semplice e fa’ parte della storia è anche l’elemento centrale della teologia cristiana e il cuore della fede della chiesa.

Non furono i chiodi a tenere Gesù su quella croce, non fu’ neanche la condanna ingiusta di colpevolezza che gli era stata attribuita, non furono i capi della legge dei suoi tempi, né tanto meno i soldati; Gesù ha “scelto” di rimanere inchiodato su quella croce per me e per te. E’ stato il suo immenso amore per noi che lo ha tenuto su quella croce e mentre lui soffriva non pensava al suo dolore ma pensava al suo amore per me e per te. Sì, Gesù ha “scelto” di morire, lo ha fatto per me e lo ha fatto per te e ancora oggi grida all’umanità:” Ti Amo”.

Egli ha preferito morire per “te” che vivere senza di “te”.

EGLI MORI’ SU QUELLA CROCE PER LIBERARCI DAI NOSTRI PECCATI.

Affinché attraverso il suo sacrificio ci ha resi liberi e ci ha aperti la via per riconciliarci al Padre (2Corinzi 5:21 “Colui che non conobbe peccato, Dio lo fece peccatore per noi, affinché noi diventassimo in lui giustizia di Dio”). Gesù ha sofferto ed è morto su quella croce affinché possiamo ricevere il perdono dei peccati, l’Unto di Dio morì e fu sepolto e il terzo giorno fu fatto risorgere dai morti, questo insita nella sua morte una forza espiatrice che cancella i peccati e tutto il suo patire è avvenuto proprio per il perdono di questi peccati (1Corinzi 15:17 “E se Cristo non è stato risuscitato, vana è la vostra fede; voi siete ancora nei vostri peccati”).

Questo è il significato che le Scritture attribuiscono alla morte in croce di Gesù, quell’uomo umiliato che è il Figlio di Dio che si è offerto in sacrificio donando la sua vita volontariamente per la redenzione dei peccati degli uomini.

I “segni cosmici” che accompagnano la sua crocifissione, indicano che con il Cristo tutto il mondo è messo davanti a una scelta decisiva.

La crocifissione di Gesù ha una dimensione storica, in quando è un fatto provato. La possiamo leggere nei quattro Vangeli e possiamo consultare tutti gli indizi ritrovati dagli storici-esegeti che conducono a questo evento e sono risalenti al periodo giudaico e romano del I secolo d.C.

La morte in croce di Gesù è l’epicentro del corpo della tradizione e la struttura del potere religioso, esso si riproduce come un vento impetuoso nella sua proposta di libertà che spezza ogni legame con il peccato, liberandoci. Una libertà basata sulla “fede”, una libertà che implica una sfida nell’ordine chiuso dei poteri costituiti. Per questa libertà Gesù viene condannato e messo a morte tramite la crocifissione.

Luisa Lanzarotta – notiziecristiane.com

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