L’Arca di Noè è stata ritrovata

shapeimage_3L’Arca di Noè, che ha da sempre affascinato e stupito intere generazioni, oggetto di attenzioni film e produzioni di ogni genere, è stata ritrovata anche se la notizia sembra volutamente essere taciuta.

Ci sono da sempre state storie affascinanti. Una di queste, che credo superi molte storie, è quella dell’arca di Noè, non soltanto registrata nella Parola di Dio ma anche confermata con diverse prove.La stessa, che è stata ritrovata, nonostante l’ecezionalità della scoperta, anziché essere pubblicizzata e raccomandata all’attenzione del pubblico, sembra essere volutamente taciuta. Riprendiamo la notizia dal sito www.Jewsnews.co.il, tratotto e adattato dalla lingua inglese in modo tale da essere comprensibile. Le notizie sono state integrate anche da altre fonti.

Siamo nel lontano 1959, mentre un capitano di Esercito Llhan Durupinar, durante alcune esplorazioni aeree, verifica la presenza di una forma ovale con due punte, un poco più grande di un campo di football e ad una altezza di circa 6.300 piedi dal livello del mare, nel territorio turco ma in prossimità del confine con Iran. Siamo nei pressi del monte Ararat, e, sebbene il capitano durupinar fosse a conoscenza della storia biblica, non certamente arrivò a conclusioni affrettate. Esaminiamo la foto in maniera adeguata:

Photo via www.Jewsnews.co.il

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La zona, quasi desertica e occupata soltanto da piccoli e sporadici villaggi, non aveva mai dato luogo a precedenti avvistamenti similari. Insomma, il Capitano si trovava dinanzi ad un bel dilemma, tanto che pensò si inoltrare il negativo della foto al Dottor Brandenberg dell’Università dello Stato dell’Ohio. Questo esperto, dopo avere attentamente esaminato la foto concluse ineluttabilmente che quella foto ritraeva una nave e che non aveva mai assistito ad una foto così chiara e inequivocabile. Inizialmente la notizia fu pubblicata dal LIFE TIME con un articolo dal titolo “L’Arca di Noè?”. Partì immediatamente una spedizione proprio con il capitano Durupinar che arrivati li cominciarono a esplorare la zona nel tentativo di trovare qualche suppellettile, e cominciarono anche degli scavi che non esitarono nulla e alla fine si concluse che in realtà si trattava di una formazione naturale, ma niente altro. Tutti i mass media in effetti dirottarono la propria attenzione altrove e la cosa finì in quel modo. Nel 1977 Wyatt tornò nuovamente sul sito e questa volta riprese lo studio anche con i metal detector e analisi chimiche e la conclusione fu innegabile: si trattava dell’Arca di Noè. La ricerca cominciò con la misurazione del tracciato rinvenendo una ampiezza media di 50 cubiti e una lunghezza da prua a poppa di circa 515 piedi, cioè 300 cubiti egiziani, cioè le misure descritte nella Parola di Dio. Questa fu la prima conferma.

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Proprio dal punto A della foto di sopra, si intravedevano delle costole dello scheletro della nave che avevano una forma perfettamente adattata a quella di una nave soltanto che erano pietrificate, visto i tantissimi anni trascorsi. Questo forse spiega l’insuccesso della precedente spedizione, che magari si attendeva dei ritrovamenti di legno eroso, cosa impossibile dato gli anni. I risultati e le prove chimiche davano conto e prova che quelle costole, oltre ai minerali avevano tracce di sedimenti legnosi dando prova che c’era stato del legno prima nel tempo. L’analisi del terreno ha poi mostrato che la posizione originale dell’arca si sarebbe dovuta trovare a circa 1.000 piedi di altezza sopra quel livello dove sembra sia giunta in seguito ad un fenomeno tellurico del 1948, con un atterramento della base dell’arca che ne ha compromesso alcuni livelli. Con l’utilizzo di un radar che penetrava la terra con tecnica ad ultrasuoni, si riuscì a ricostruire l’intera struttura dell’arca portando conferme a quello che era scritto nella Parola di Dio. L’analisi attraverso il radar ha poi rivelato perfino la presenza di peli di gatto pietrificati, zocoli di cavalli pietrificati e oggetti di metallo nascosti in cave sotterranee e cosi preservate in qualche modo nel tempo.

Ora, una scoperta così importante non dovrebbe essere taciuta. Incredibilmente, il professor Wyatt cadde nell’oblio. Riflettiamo…

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Gabriele Paolini – notiziecristiane.com / Accademia Jeshua Europa

(foto via Jewsnews.co)

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