Suora arriva in ospedale a Rieti dolorante e partorisce bimbo di 3 chili e mezzo

20140117_61195_3Il bambino è stato chiamato Francesco. La religiosa, originaria del San Salvador, ha 32 anni.

Entra in ospedale per fortissimi mal di pancia, viene ricoverata perché incita e dopo poche ore dà alla luce, con parto naturale, un bimbo di tre chili e mezzo. Nulla di particolare se non che la protagonista è una suora. Una religiosa di 32 anni, nativa di El Salvador, appartenente all’ordine delle Piccole discepole di Gesù, in servizio da 13 anni in una struttura di Rieti, al quartiere Campomoro, dove con altre sei sorelle si occupa dell’assistenza degli anziani.
E’ accaduto tutto nella notte di martedì. Le sorelle e gli anziani ricoverati nell’ultimo mese si erano accorti di quanto fosse ingrassata, lei così minuta e gracile. «Una fastidiosa gastrite che mi gonfia», ripeteva però infastidita a chi, negli ultimi due mesi, le chiedeva del suo stato di salute. Ma martedì notte i dolori si sono fatti fortissimi e la suora, senza dire nulla alle altre religiose, ha telefonato al 118.

IL RICOVERO
«Ho mal di pancia, mandate un’ambulanza a prendermi», ha detto all’operatore di servizio al centralino della struttura di soccorso. Il personale paramedico giunto in via Belvedere si è reso conto che qualcosa non andava. Ma la giovane salvadoregna ha detto di non sapere di essere incinta e il foglio di intervento ancora recita «mal di pancia, probabilmente a causa di una colica renale». Al pronto soccorso, però, è stata sufficiente un’ecografia ordinata dal dottore di turno per stilare un foglio di ricovero fin troppo chiaro: «Sospetta gravidanza di suora». Tre ore dopo, il parto e un bimbo di tre chili e mezzo venuto al mondo. Francesco Sandrino il nome scelto dalla mamma che ha poi chiesto al direttore sanitario, Pasquale Carducci, di preservarla da qualsiasi intrusione.
La religiosa ha anche firmato un documento per evitare l’accesso nella sua stanza di personale non in servizio. «La donna – spiega Carducci – ha avuto un parto naturale ed ora è ricoverata qui in ospedale. Le sue condizioni e quelle del figlio sono buone. Da quando è qui non ha ricevuto alcuna visita, né da parte di sacerdoti, né di familiari». Una consorella ha cercato nella giornata di ieri di mettersi in contatto con la giovane, ma la visita è stata rifiutata. La suora, a Rieti ha anche una sorella, sposata con un reatino, ma in ospedale non si è fatta vedere.

CHI È IL PADRE?
La domanda che tutti ora si pongono è una sola: chi è il papà del neonato? La suora, stando alle testimonianze delle sorelle, non si sarebbe mai allontana da Rieti nell’ultimo anno. Ma altri particolari sulla sue conoscenze, i suoi spostamenti non sono venuti alla luce tra le mura del convento delle Piccole discepole di Gesù. In città, però, alcune voci si sono rincorse insistenti. E diverse persone giurano di averla vista frequentare la zona di piazza Cavour, dove è stata vista parlottare in più di un’occasione con una donna di colore.

LA DIOCESI
Se la madre superiore, suor Erminia, parla di sorella che «non ha saputo resistere alle tentazioni. Non ha fatto del male a nessuno, ma ci ha mentito e qui non tornerà», la posizione della Curia di Rieti è improntata alla collaborazione. «La Diocesi è vicina alla sorella che ha partorito. E’ molto probabile che lei stessa lascerà l’istituto religioso per avere cura del piccolo. E’ preferibile che conduca una vita secolare».
Lo ha detto il vescovo di Rieti, Delio Lucarelli, che ha ricevuto la telefonata della suora che mercoledì ha dato alla luce un bimbo. «E’ un caso unico – racconta il suo portavoce, Massimo Casciani – e la competenza è dei superiori della suora perché fanno riferimento alla Congregazione degli istituti religiosi. La sorella è comunque venuta meno ad uno specifico voto». In ospedale, intanto, le altre mamme ricoverate hanno fatto una colletta e raccolto indumenti per il suo bimbo.

di Mario Bergamini  Fonte: http://www.ilmessaggero.it/

Noi di notiziecristiane.com non vogliamo di certo ledere la sensibilità dei cattolici, ma è inevitabile dire che alcune dottrine impartite dalla chiesa cattolica romana inerenti al  monachesimo e al celibato non sono scritte nel Sacro libro della Bibbia, ma sono frutto di pensieri umani; e Dio non è d’accordo col pensiero degli uomini!

Il Monachismo fu introdotto in occidente da Benedetto da Norcia che costruì il primo monastero a Monte Cassino nel 528. Da notare che questo non fu ordinato da Gesù che disse ai Suoi discepoli di predicare a tutti i popoli della terra, non di segregarsi in conventi o monasteri (Matteo 10:5-8; 28:19-20; Marco 16:15-20).

Il celibato dei preti fu decretato da Papa Gregorio VII nell’anno 1079 (RECTIUS: Gregorio VII la incoraggiò, decretando per la prima volta, in via ufficiale, che i fedeli potevano disobbedire ai vescovi che nominavano presbiteri degli uomini sposati). Il Vangelo invece insegna che i ministri di Dio possono avere moglie e figli, San Pietro era ammogliato, Paolo prescrisse che i vescovi devono avere famiglia. (Leggi: 1° Timoteo 3:2, 5, 12; Matteo 8:14-15).

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