Anno nuovo, vita nuova?

15 morti e 2mila persone evacuate in California a seguito delle pesanti alluvioni di questi giorni; New York ancora in grande disagio per l’enorme coltre di neve per la tempesta “Bomb” (bomba di gelo) che ha bloccato aeroporti e strade; Spagna bloccata due giorni fa per una abbondante nevicata al pari dell’Algeria (Africa) dove è impensabile cada la neve; caldo torrido in Australia (picchi di 45 gradi) e temperature primaverili al sud Italia e isole; Cervinia, Cogne e Gressoney  (Aosta) isolate e bloccate da diversi giorni per i quasi due metri di neve che coprono queste note località sciistiche; slavina in un condominio del Sestriere e in un villaggio olimpico, con grande paura dei residenti; sisma di 7.6 a 150 km dalle coste caraibiche e pericolo di terremoti di alta magnitudo nell’Appennino Centrale per la presunta formazione di “magma” che scorrerebbe sotto la crosta terrestre sono alcune fra le principali news di cronaca ad appena 12 giorni dall’ingresso del 2018, anno salutato con grande enfasi e pomposi festeggiamenti di musica, balletti e fiumi di champagne su tutto il pianeta.

Se poi aggiungiamo il naufragio di almeno 50 emigranti per l’ennesimo barcone capovoltosi al largo della Libia, e i disordini scoppiati in Tunisia a distanza di cinque anni dalla primavera araba del 2012, tutto possiamo dire men che mai “anno nuovo, vita nuova”…, visto che i disastri e le calamità climatiche si vanno intensificando. Se il mondo resta tuttavia indifferente davanti agli avvenimenti tragici di questi giorni (gli stadi e i concerti di musica al contrario sono sempre pieni!), come dovrebbe reagire la cristianità che proclama di appartenere a Cristo?  Quale dovrebbe essere l’atteggiamento delle chiese e/o movimenti cristiani ogniqualvolta succede una catastrofe? C’è qualche responsabile che scrive ai maggiori organi di stampa per allertarli sui cambiamenti climatici quali “segni” inequivocabili che la terra è in piene doglie? C’è qualcuno che scende in piazza, magari coinvolgendo altre comunità locali, per far sentire il suono della “tromba” del ritorno del Signore? C’è qualcuno che si impegna attivamente per predicare il vangelo della salvezza come facevano Pietro o Paolo (Atti 5:29), i quali non avevano timore alcuno di andare in mezzo alla gente? Probabilmente c’è qualche servitore di Dio che, nel suo piccolo, sentirà di certo il peso della sofferenza del mondo e si adopererà di conseguenza per allertare il prossimo, ma siamo ben lontani dalla passione e dallo zelo e fervore dei primi apostoli che “rendevano testimonianza alla risurrezione del Signore ed erano circondati da grande benevolenza del popolo” (Atti 4:33)! Certamente son cambiate le epoche e le mode, ma la fede non può cambiare sicchè sarebbe auspicabile uscire dal “nido” confortevole dei nostri luoghi di culto per andare a raccogliere i perduti, sulla scia di Gesù che si è recato dappertutto. Purtroppo, venendo meno le voci autorevoli di pastori o responsabili di chiesa, non rimane che sentire le solite interviste della tivù col solito esperto di turno (sismologo, vulcanologo, climatologo) che, alla fine, tranquillizza la platea televisiva con le sue teorie scientifiche.

Intanto, i fenomeni atmosferici si vanno intensificando con le ore che passano. Pertanto, poiché il mandato del Messia “andate in tutto il mondo e predicate il mio vangelo” (Marco 16:15) resta valido per ogni generazione e per ogni cristiano, ricordo al lettore che l’avvenimento profetico più straordinario e visibile del secolo presente è sotto gli occhi di tutto il mondo e cioè Israele: infatti, la nazione occupa la terra promessa da Dio ad Abramo e alla sua discendenza (Genesi 12:7), malgrado Gaza e la Cisgiordania siano ancora in mano agli arabi, da ogni angolo del pianeta l’Aliya (ritorno in patria) degli ebrei emigrati all’estero continua senza sosta, in accordo a Geremia 30:3, e Israele ha in cuore di edificare un  Tempio in Gerusalemme perché sente la mancanza di un luogo di culto.

Questo popolo, che piaccia o no, ribelle o meno, rappresenta per la cristianità sparsa fra le nazioni un orologio molto più preciso e chiaro dei segni dei tempi attuali.

Salvatore Di Fede | Notiziecristiane.com

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