Dio sono nella fossa dei leoni… tirami fuori…

La voce della depressione

Una carissima sorella mi ha scritto questa lettera stasera. Come lo letta gli ho domandato se potevo postarla. Alla mia anima a fatto un gran bene, spero lo stesso di chi legge.

Anch’io sono passata per la depressione, il senso dell’abbandono da parte di Dio, lo scoraggiamento più assoluto, il pensiero che il suicidio fosse l’unica soluzione al caso…
Maledire perfino il giorno in cui sono nata.
Un matrimonio sbagliato, la durezza della mia famiglia, la loro assenza, i miei errori fatti perché ho odiato me stessa… non mi importava più di niente.
Se sopravvivo a tutto questo è perché so che Dio esiste.
A volte gli dico: Dio sono nella fossa dei leoni… tirami fuori…
Oppure ripeto sempre “abbi pietà di me misera peccatrice”
Perché nonostante l’essere cresciuta con i sani insegnamenti del Pastore e l’aver vissuto anni di fede vera servendo il Signore, ad un certo punto, a causa dell’ennesima delusione creata nel mio cuore da mio marito sono crollata…
Ho cominciato ad odiarmi perché ero crollata e davo la colpa a Dio che in 20 anni non mi aveva aiutata cambiando il cuore di mio marito.

Nonostante tutto sento un grido dentro di me:
Signore, io sono tua… salvami!
Ma non è facile uscire da questo malessere.
In realtà ognuno di noi non è altro che il frutto del suo vissuto.
Quando le ferite ti arrivano alle ossa la guarigione sembra non arrivare mai.
Poi il non sentirsi capiti perfino da chi ti ha messo al mondo è il colmo…
Hai peccato. Sei una peccatrice!
Ormai per la famiglia hai il bollino, o il marchio… anche se continuo a ripetere loro che sono un essere umano e sono crollata.
Cosa importa se vivevo con una specie di mostro?
A loro importa soltanto salvare le apparenze.
Perché se mio genero si comportasse con mia figlia nel modo in cui mio marito si è comportato con me, mi sarei portata mia figlia a casa mia.
E a lui avrei imposto un vero ravvedimento.
Non avrei lasciato mia figlia cadere in depressione per 6 anni…
Ma tanto loro cosa ne sanno di me’ che per riuscire a lavorare e tirare avanti due figli, casa e macchina in piena depressione, per quattro anni mi sono imbottita di psicofarmaci?

Secondo loro la colpa è mia.
Non ho avuto abbastanza fede,
Non ho saputo sopportare come le sante donne di una volta.
Non ho saputo amare chi mi devastava su vari fronti.
Sono un essere da tenere alla larga.
E la mia solitudine di domeniche, giornate festive, compleanni e ferie passate senza genitori, ne fratello e ne sorella continua…

Scusa x lo sfogo.
Non voglio che tu mi risponda.
Avevo solo bisogno di gridare il mio dolore.

Stasera è stata serata di preghiera in chiesa.
Grazie a Dio la chiesa è l’unico posto dove sto bene.
Pace. Dtb.

È inutile carissima sorella che ti dico che Dio non ha mai smesso di amarti. Tu lo sai, ma sembra che non l’accetti. Certe situazioni purtroppo si ingarbugliano strada facendo. Tu eventualmente se hai sbagliato, perché conosco la tua storia, hai già troppe volte chiesto perdono per lo stesso peccato. Dio ti ha perdonato… adesso perdonati tu!

Ti voglio bene 🤗🤗🤗

Francesco La Manna Ferrentino | Notiziecristiane.com
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