Fede contagiosa

Questa è la storia di un uomo che attraverso la sua fede in Cristo Gesù, cambiò il corso della vita di tutta la sua famiglia.

La sua storia è scritta nel Vangelo di Giovanni 4:46-53 che dice così: ”Gesù dunque venne di nuovo a Cana di Galilea, dove aveva mutato l’acqua in vino. Ora vi era un funzionario regio, il cui figlio era ammalato a Capernaum. Avendo egli udito che Gesù era venuto dalla Giudea in Galilea, andò da lui e lo pregò che scendesse e guarisse suo figlio, perché stava per morire. Allora Gesù gli disse: “Se non vedete segni e miracoli, voi non credete”. Il funzionario regio gli disse: “Signore, scendi prima che il mio ragazzo muoia”. Gesù gli disse: “Va tuo figlio vive!”. E quell’uomo credette alla parola che gli aveva detto Gesù, e se ne andò. Proprio mentre egli scendeva, gli vennero incontro i suoi servi e lo informarono, dicendo: “Tuo figlio vive”. Ed egli domandò loro a che ora era stato meglio; essi gli dissero: “Ieri all’ora settima la febbre lo lasciò”.  Allora il padre riconobbe che era proprio in quell’ora in cui Gesù gli aveva detto: “Tuo figlio vive”; e credette lui con tutta la sua casa”.

Questo funzionario forse si trova a Cana per appagare la sua curiosità: quel Gesù che aveva cambiato l’acqua in vino in occasione di un matrimonio e aveva rallegrato quella festa, ora era di nuovo a Cana; una fede nuova aveva acceso una speranza nel suo cuore per la salvezza del proprio figlio che è in fin di vita. Facendosi coraggio, senza vergognarsi della sua posizione di funzionario del re, si accosta a Gesù pregandolo di intervenire per la salvezza del figlio moribondo. La risposta di Gesù: “Se non vedete segni e miracoli, voi non credete”, sembra un rimprovero, come di uno che si sente infastidito per essere stato disturbato, ma a mio avviso è una sfida di fede che Gesù lancia a chi ascolta, un risvegliare la coscienza e accendere una fiamma nel cuore: “Va’, tuo figlio vive!”.

Tutti noi, come lui, ci aspetteremmo che Gesù lasci tutti per venirci incontro, ma a Gesù basta una parola che deve essere creduta per fede. Il funzionario dimostrò obbedienza a quanto gli fu detto, e ritornò a Capernaum. Il giorno dopo quella fede si realizzò e trovò l’esaudimento.

Questa storia dimostra chiaramente che la fede non è un sentimento religioso, una credenza vaga, né un ornamento per abbellire un cristiano. La fede è un dono di Dio, un atto che rivela lo Spirito di Dio, come dimostrò Pietro nella sua confessione su chi era Gesù (Mt.16:17).

Il bisogno impellente spinse il funzionario a rischiare la morte e la carriera, sottomettendosi all’autorità di Cristo; egli sapeva che quel gesto gli sarebbe costato molto. Ogni cosa nella vita della fede ha un costo, e noi dobbiamo essere pronti a pagarlo.

I momenti tristi possono avvenire per tutti: una malattia mortale, un’epidemia, un disastro, un terremoto o qualsiasi pericolo: in qualsiasi frangente, dobbiamo essere pronti ad obbedire per fede e attendere il compimento delle promesse divine.

La nostra fede può contagiare la nostra famiglia, il nostro vicinato, i nostri parenti e conoscenti. Accadrà a noi quello che è stato detto di vari uomini descritti nella Bibbia, come Abele, che per la sua fede ricevette testimonianza che era giusto davanti a Dio; come Enok, che per la sua fede piacque a Dio o come Abrahamo, la cui fede obbediente gli fu imputata in giustizia.

Ricorda questo: attraverso l’obbedienza e la tua fede in Cristo Gesù, puoi cambiare il corso della vita di chi ti sta intorno.

(articolo del past. Paolo Giovannini)

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