Il ciclone Idai fa strage in Africa: si temono mille morti

Il passaggio del ciclone Idai, il secondo più devastante degli ultimi 20 anni, ha seminato morte e distruzione in Mozambico, Malawi e Zimbabwe.

Aggiornamento ora 19.50 – Parlando alla radio nazionale il presidente del Mozambico Filipe Nyusi ha evocato un bilancio infinitamente più pesante della catastrofe naturale. Il passaggio del ciclone Idai potrebbe infatti aver provocato fino a mille morti nella nazione africana. Lo stesso capo di stato ha affermato che “sono 100mila le persone in pericolo”.

Più di 150 persone sono morte nello Zimbabwe, nel Malawi e in Mozambiconel corso del fine settimana. Ad ucciderle, il passaggio di un devastante ciclone tropicale, battezzato Idai. Le cifre – ancora provvisorie – sono state riferite nella giornata di domenica 17 marzo dalle autorità delle tre nazioni africane.

Bilancio delle vittime del ciclone Idai ancora provvisorio

Secondo quanto riportato dalla stampa internazionale, si tratta del peggiore evento meteorologico dal 2000, quando sul Mozambico si abbatté il ciclone Eline, provocando più di 800 morti. Stavolta il governo di Maputo ha parlato di circa 50 morti, ai quali si aggiungono i 65 dello Zimbabwe. Ma sono ancora decine e decine i dispersi: più di cento secondo le Nazioni Unite, secondo le quali, complessivamente, sono quasi diecimila le persone colpite a vario titolo dal ciclone.

I mezzi di soccorso, inoltre, ancora non riescono a raggiungere alcune delle zone colpite. Secondo un portavoce del governo di Harare, la maggior parte dei morti è stata registrata nella città di Chimanimani, nella porzione orientale del paese. Qui la furia del vento, della pioggia e degli smottamenti ha abbattuto un centinaio di case. Cento studenti sono stati salvati dall’esercito in un dormitorio. Secondo la televisione di stato Zbc, inoltre, il tetto della prigione di Masvingo, nel sud della nazione africana, è stato divelto.

“Quartieri poveri totalmente distrutti”

Il ciclone Idai ha toccato terra sul continente nella notte tra mercoledì 13 e giovedì 14, all’altezza del porto mozambicano di Beira. Con venti a 190 chilometri orari e numerose trombe marine. La quarta città dello stato si è ritrovata così inondata, con 500mila persone prive di energia elettrica e collegamenti telefonici.

I rari soccorritori che sono riusciti a raggiungere la zona hanno parlato di scene inedite di distruzione: abitazioni abbattute, negozi allagati, vetri rotti. Alcuni volontari della Croce Rossa hanno riferito anche di quartieri poveri “totalmente distrutti”.

ciclone Idai africa

Il centro del Mozambico è colpito dall’inizio di marzo da forti precipitazioni, che già prima del passaggio del ciclone Idai avevano provocato almeno 65 morti. Le intemperie hanno colpito anche il sud del Malawi, dove la conta dei morti parla di 56 vittime. Alle quali si aggiungono 80mila persone costrette a lasciare le proprie case.

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In Indonesia 50 morti per le inondazioni

In Indonesia, inoltre, almeno 50 persone sono morte a causa di violente inondazioni che hanno colpito la provincia di Papua. Secondo quanto indicato dall’Agenzia nazionale per la gestione delle catastrofi, gli allagamenti sono stati provocato dalle piogge torrenziali che si sono abbattute sulla zona nella giornata di sabato.

ANDREA BAROLINI | lifegate.it


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