L’ amore che Dio ha seminato nel nostro cuore, nulla potrà allontanarlo…

emozioniMi chiamo Rosa Elia e desidero raccontare quello che è stato ed è tutt’ora il mio cammino verso il nostro Signore Gesù. Ho sentito, per molti anni, nel mio cuore un vuoto accompagnato dalla sensazione di appartenere ad una dimensione a me sconosciuta. Nonostante i miei sforzi, non riuscivo a capire cosa effettivamente  mi mancasse. Scontenta e triste, ho incominciato, inconsapevolmente, la ricerca di qualcosa che non conoscevo: a volte ho creduto di essere nata in un nucleo familiare perfetto, altre ho pensato di vivere nella famiglia sbagliata, con persone troppo diverse da me.

Sono nata da genitori cattolici per tradizione, ed è stata proprio quest’ultima il mio primo avversario. Sin da piccola lo spirito di Dio si rivelava a me, Lui mi ha conosciuta e creata ancor prima di essere concepita nel grembo materno e aveva in serbo un  piano glorioso nella mia vita, infatti era come se qualcuno sussurrasse al mio cuore qualcosa che non percepivo bene. Gesù mi chiamava ma al tempo io non lo riconoscevo. Grazie ad entrambi i nonni paterni ed a quello materno, i quali erano credenti e praticati della dottrina cattolica,  ho potuto conoscere il vangelo, ma nonostante tutto, il male voleva entrare nella mia vita attraverso mia mamma e la nonna materna, che mi raccontavano di malocchi, maghi, streghe e altri racconti occulti, ma Dio mi conosceva e non ha lasciato che la mia vita prendesse una strada sbagliata, quella che conduce alla morte eterna e nel suo infinito amore è venuto a liberarmi facendomi luce, ad ogni passo nel cammino della mia vita. All’età che andò dai 22 ai 25 anni cominciai a frequentare, con la nonna paterna e le zie, il movimento carismatico ove si cercava la presenza di Dio attraverso lo Spirito Santo e fu allora che conobbi Gesù un po’ più approfonditamente. Un episodio in particolare resta vivo nella mia mente ancora oggi. Un giorno, andai al cimitero, con la nonna paterna la quale camminava davanti a me ed io seguendola mi soffermavo a guardare ovunque le tombe, ed i miei occhi iniziarono ad elaborare una luce intensa, vedevo sepolcri bianchi con la croce e la scultura della testa del CRISTO CROCEFISSO, la luce diventava sempre più intensa trasformandosi in una percezione, potevo “sentire” il dolore di Cristo; ovunque mi voltassi vedevo il Suo volto nella corona di spine ed il sangue che scendeva dalle sue ferite, questo dolore vissuto sulla croce più di 2000 anni prima, mi penetrò l’anima a tal punto che scappai piangendo. All’epoca, nonostante sapessi che Gesù era anche risorto, scappai perché la mia conoscenza si fermava alla conoscenza storica e teorica, non avevo ancora realizzato che Egli era volutamente morto, e in seguito risorto, a causa del grande amore che ha per ciascuno di noi. Siamo le sue creature e ci ha dato la possibilità mediante il suo sacrificio di spogliare l’uomo vecchio per rivestire il nuovo con il libero arbitrio. Nel periodo in cui frequentavo il movimento di “rinnovamento carismatico” un gruppetto di noi si riuniva in un’aula, ove, il parroco esorcista carismatico, conduceva la preghiera.

A differenza di alcuni presenti, che mi osservava ad occhi sgranati, io ero predisposta alla preghiera dello Spirito Santo, piangevo  intensamente, ma la maggior parte di loro, mi osservava pensando male di me che invece ero toccata da Gesù il quale stava bussando alla porta del mio cuore.

Questa prima esperienza, questo mio modo di pregare, fu talmente bella che volli condividerla con una famiglia protestante del movimento pentecostale. Oltre che essere miei vicini di casa, erano anche miei clienti presso i quali mi recavo a casa a tagliar loro i capelli.  Ciò che più li caratterizzava era la fermezza del loro “credo”, e io a mia volta, avrei voluto dissuaderli dal protestare la tradizione cattolica, così mi misi in cuore che, quando fossi andata a casa loro per lavoro, avrei sicuramente raccontato cosa si perdevano “protestando l’evangelo”.

Ero talmente convinta, che alla prima occasione, intrapresi un discorso tradizionalista, ma Dio, che conosceva il mio cuore, volle che mi confrontassi con chi la Bibbia la leggeva ogni giorno e faceva di essa fonte di vita, grazie a Dio per questo! Iniziò così una lunga conversazione che nel tempo si trasformò in ore e poi in giorni, dando vita ad una mia nuova ricerca. Cominciarono a cadere le certezze fondate sulla tradizione, la verità era nella Sacra Scrittura, a ogni mia domanda vi era una risposta, e non era una “setta” come qualcuno mi aveva allarmata! Nei primi tempi, consultavo la Bibbia Cattolica delle Paoline, per confermare se ciò che mi veniva detto fosse vero, non volevo infatti essere truffata da qualche scrittura manomessa da mano d’uomo, e mentre cadevano i veli dell’ignoranza, io mi appassionavo alla Verità della Parola.

Fu proprio allora che cominciarono le lotte in famiglia, che videro coinvolte anche le “care ziette carismatiche”, le quali mi attribuivano il ruolo di ribelle, in quanto per loro, era un insulto leggere la Bibbia, dicendo che “Essa non è un gran hotel al quale tutti possono accedere, non tutti possono leggerla ma solo coloro che hanno il sacerdozio”. Mia madre, invece, voleva soffocare la mia ricerca gridandomi che dovevo accontentarmi di quello che già sapevo senza approfondirne la conoscenza e in accordo con mia sorella mi stracciarono più copie della Bibbia. Fu un periodo bruttissimo, ero molto spaventata, urla e botte, tutto alla presenza dei miei fratelli presenti in casa, e solo quando mia sorella si sposò, ebbi un attimo di respiro che però durò poco.

Non riuscii subito a fare una scelta vera e propria di conversione, in quanto vissi un po’ di confusione: non volevo essere disubbidiente alla famiglia, infatti la Parola dice di onorare i propri genitori ma poi nel tempo scoprii anche che, chi ama i propri cari più di Dio stesso, non è degno di ereditare il Regno dei Cieli, e fu proprio così che mi feci forza ed entrai per la prima volta in una chiesa Evangelica, ove, a differenza del mio nucleo familiare, fui ben accolta.

I canti e la semplicità mi toccarono il cuore, ma in particolar modo fu proprio la Parola che veniva trasmessa dal pulpito era penetrante, Dio parlava al mio intimo, quante lacrime scesero dai miei occhi, specchio di un’anima frustrata da ferite e dolore.

Dio si prendeva cura di me ma il diavolo attraverso la mia famiglia mi tormentava.

Seguirono innumerevoli episodi che mi permisero di fare molte esperienze cristiane, le quali fortificarono sempre di più la mia fede e la mia scelta di servire Gesù, sino a che, un giorno scelsi di scendere nelle acque battesimali, e per farlo dovetti, lo stesso giorno, scappare da casa.

Quella mattina, alcuni fratelli, mi prestarono un pigiama da uomo turchese e un accappatoio nocciola. Nel gruppo ero, ancora una volta diversa dagli altri, vestiti tutti di bianco, ma il mio cuore era candido e sincero come il loro! In quel giorno ero decisa ad appartenere a Cristo il risorto!

Durante la notte fui disturbata anche nel sonno, feci degli incubi, sognai che la vasca battesimale era piena di piume d’uccello, che a me infastidiscono moltissimo, ed io sul bordo, stentavo a tuffarmi perché temevo di soffocare dentro ad esse. Ma anche nel sogno non ero disposta a rinunciare alla mia fede e mi tuffai, e quando riemersi, con tutte le emozioni reali, le piume non c’erano più, ero fradicia d’acqua limpida e dolciastra, vidi davanti a me, in una luce intensa, Gesù felice, che  allungava le mani per abbracciarmi con amore! Nonostante fosse solo un sogno, l’emozione che provai fu molto forte, talmente tanto che in me scesero certezza e convinzione del passo che avrei fatto la mattina seguente. Fu un giorno di festa e gioia che non potei gustare pienamente in quanto a casa non potevo condividere la felicità per questa mia esperienza, la mia famiglia, infatti, è stata sempre strumento nelle mani di satana ostile alla mia volontà di servire Dio.

Qualche anno dopo, fui battezzata nello Spirito Santo, ed ebbi una “marcia in più” per combattere i dardi infuocati del nemico che iniziò anche a disturbarmi fisicamente oltre che nella battaglia giornaliera con i miei genitori. Dio era lì al mio fianco, dentro di me, mandò i suoi Angeli a prendersi cura di me e io li ho visti più volte con i miei occhi. Ricordo che per frequentare le comuni adunanze e le riunioni di culto, alla fine della giornata di lavoro andavo direttamente in chiesa, infatti se fossi passata prima da casa per cenare o altro, non mi avrebbero permesso di uscire in un secondo tempo per andare in chiesa. Alla fine delle riunioni, dopo aver ricevuto le benedizioni di Dio, avevo timore di rientrare in famiglia, non sapevo mai cosa mi aspettasse, le reazioni e sino a che punto sarebbero arrivati. Nel tragitto di ritorno a casa, lo Spirito Santo intercedeva per me, ed io parlando in lingue scacciavo i demoni che si opponevano, non ero desiderata in quella casa, ero diventata uno spiraglio di luce nelle tenebre, e così dopo aver salito quattro rampe di scale mi fermavo dinanzi all’uscio di casa , e continuando a pregare, attendevo che due Angeli altissimi mi dessero il permesso di entrare in casa. Vedevo i contorni lucenti delle loro sagome, due lance incrociate tra di loro e soltanto quando le scostavano e aprivano il varco dinanzi a me, sapevo di poter varcare la soglia e che alcun male non mi sarebbe stato fatto.

Io ho la certezza che Dio è vivente perché l’ho sperimentato nella mia vita, anche se durante tutto il mio percorso ho sbagliato molte volte, e altrettante accadrà, tutto quello che mi è capitato Gesù l’ha trasformato in esperienze efficaci per me e per gli altri, perché Egli converte il male in bene!

Finalmente, dopo alcuni anni, mi sposai con un credente che conobbi nella comunità che frequentavo, era un ex testimone di Geova, conosceva la Bibbia bene, infatti sono molto preparati secondo i loro schemi. Fu un colpo di fulmine, era bellissimo, un viso angelico, dopo sei mesi che frequentava la comunità, fece il patto in acqua e un anno e mezzo dopo ci sposammo.

Dopo un anno di matrimonio partorii Rebecca, la nostra meravigliosa figlia, un angelo sceso dal cielo, Dio mi donò una meravigliosa famiglia che custodivo nel Suo Amore. Eravamo felici e uniti, sino a che, Dio mi mise nuovamente alla prova, una grande prova! La malattia dei miei cari.

Quindici anni di lotte, altre lotte, ove dovetti nuovamente impugnare la Fede in ogni spazio della mia esistenza, in ogni giorno, in ogni circostanza, in ogni visita e in ogni esito.

Rileggendo la storia di Giobbe ho rivissuto la mia vita, ho rivissuto come anch’io sia stata “toccata” in ogni fronte e aspetto della mia vita, proprio come lui.

Un giorno Dio chiamò mio marito a sé, e tre anni e mezzo dopo anche mia figlia Rebecca, e oggi riconosco che una Forza soprannaturale mi ha sostenuta.

Come ho citato sopra, io stessa ho avuto problemi fisici per i quali avrei dovuto finire in sala operatoria; ricordo che ogni volta pregavo con i fratelli e le sorelle e Dio è sempre intervenuto guarendomi , Dio, ha sempre riabilitato il mio corpo miracolandomi . Quando i miei cari mi lasciarono mi chiesi innumerevoli volte perché  Egli non l’abbia fatto anche con mio marito e mia figlia. Tre mesi prima che Rebecca “tornasse a casa” , implorai Dio di guarirla, quasi sentii la Sua voce e per ben due volte a mia domanda seguì la Sua risposta “ lasciamela”.

Io non volevo, che cosa sarebbe stata la mia vita senza mia figlia e ogni progetto per il futuro?

Dio mi rispose che, i Suoi progetti, nella mia vita per Lui, erano diversi da quelli che io credevo. Sono stata obbligata ad arrendermi.

Nel mio cammino di vita, tengo ferma la testimonianza d’amore, nella mia città (Vigevano) e ovunque, abbiano conosciuto il percorso della vita di  Rebecca. E’ stata un angelo nelle tenebre per quanti l’hanno conosciuta, è riconosciuta con affetto dagli uomini e primariamente da Dio. A lei è stata dedicata una targa nell’aula della scuola media statale, per non dimenticare la dolcezza di un angelo che, lasciando il buon profumo di Cristo nella sua breve vita terrena, è tornata alla casa del Padre Celeste con un battito d’ali. E’con il suo papà , e con la sua nonna che ha accettato Gesù nel suo cuore prima di spirare grazie all’amore che  Rebecca le ha trasmesso quando ancora in vita.

I funerali di mio marito e di mia figlia Rebecca sono stati porte aperte alla proclamazione dell’Evangelo, ove la Parola vivente è stata efficace per molti cuori seminati dalla Sua Grazia.

Il funerale di mamma fu condotto secondo la tradizione e l’idolatria per volere dei membri della famiglia, che ancora oggi, malgrado siano passati vent’otto anni non hanno ancora piegato le loro ginocchia a Gesù. Dio “guarda” alla profondità dei cuori.

In questo ultimo tempo, dopo la mancanza di mamma, mi sto spiritualmente e materialmente, prendendo cura di papà che, affinché prima di chiudere gli occhi a questa vita, accetti Gesù nel suo cuore.

Noi siamo testimoni e ambasciatori della Buona Notizia, ovvero che Gesù è morto addossandosi i nostri peccati e li ha crocefissi sul duro legno della croce pagando col Suo sacrificio il riscatto delle nostre anime, e quel sangue innocente scorre ancora oggi ed è potente di lavare i tuoi e i miei peccati. Gesù ci ha dato il libero arbitrio di scegliere la vita o la morte eterna, perché Egli è risorto e noi con lui, se sceglierai di seguirlo c’è vita anche per te!

Questo è un mondo di tenebre, è solo un passaggio momentaneo/spazio/temporale, il corpo fisico perirà ma l’anima non morirà mai! Per essa ci sono due possibilità: può vivere per sempre nella Geenna (Inferno) o al sicuro per l’eternità alla presenza di Gesù nella casa del nostro Padre Celeste, l’ Iddio Altissimo e Onnipotente. A Dio sia la gloria e l’onore per sempre. Shalom!

Rosa Elia

notiziecristiane.com

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