L’importanza di una vita reale

“Guai a quelli che tirano l’iniquità con corde di falsità e il peccato come con corde da carro…” (Isaia 5:18)

A volte, dal nostro comportamento non è facile distinguere l’illusione dalla realtà… il vero dal falso… molto spesso con la nostra bocca diciamo una cosa, mentre ne facciamo un’altra.

Senza renderci conto che l’ambiguità di questo comportamento, oltreché danneggiare noi stessi, può danneggiare altri causando ferite molto profonde.

Troppo spesso si sente parlare di credenti, profondamente delusi e feriti dal comportamento di altri credenti.

E a questo punto, cercando di minimizzare la cosa ci scusiamo dicendo:“ l’uomo non è perfetto” ed è cosi.

Infatti:” Nessun discepolo è da più del suo mastro,anzi ogni discepolo ben addestrato sarà come il suo maestro”. (Luca 6:40)

Il nostro modello è Cristo, ed è a Lui che dobbiamo guardare, resta il fatto che come credenti abbiamo delle responsabilità gli uni verso altri.

“affinché sia glorificato il nome del Signor nostro Gesù Cristo in voi e voi in lui, secondo la grazia del nostro Dio e del Signore Gesù Cristo”. (2 Tessalonicesi 1:12)

Ecco il nostro scopo come figli di Dio; glorificare Dio con la nostra vita, lasciando attorno a noi un buon profumo, una buona testimonianza, al punto tale che gli altri dal nostro comportamento, Non dovrebbero vedere più noi, Ma la figura di Cristo in noi.

Quale responsabilità!

Nella terza epistola di Giovanni al v. 3 Gaio viene elogiato per la testimonianza che ha reso, camminando fedelmente nella verità e nell’amore di Cristo, ed è quello che dovremmo fare noi, in ogni circostanza.

La nuova creatura che è in noi (in me) dovrebbe essere presente in ogni aspetto della nostra vita, avendo un’ animo dolce, gentile, un cuore limpido,sincero, trasparente, e leale.

Parlando sempre nella semplicità del cuore, con un: “Si,si,no,no; tutto ciò che va oltre questo, viene dal maligno” (Matteo 5: 37)

Molte volte ho sentito dire, anche da credenti: “nel rapporto con gli altri non dobbiamo fidarci troppo.. mai essere troppo aperti.. si devono mantenere sempre certe distanze…”

Ma questo discorso può andare bene nei confronti del mondo che Non conosce Cristo,Non tra credenti, che affermano di conoscere Cristo!

L’allontanamento,la diffidenza, il timore e la prevenzione gli uni verso gli altri non vengono da Dio!

Le distanze e il distacco dobbiamo averlo in modo energico e categorico, Nei confronti del peccato e del mondo, Non nei confronti del fratello o sorella.

Nel mondo (lo sappiamo molto bene) le immagini, le impressioni che ci vengono date,possono essere distorte, non conformi alla realtà, una sorta di illusione, un inganno dei sensi.

In pratica è un pò come nella raffigurazione di un’affresco che può creare l’idea del movimento (mentre in realtà è soltanto un’illusione ottica).

Una persona che non conosce Cristo può dare di se un’immagine distorta, illudendogli altri di essere ciò che Non è, creando appunto un’ illusione (che per il credente si chiama finzione) ma Non può e non deve essere così per il credente.

In (Matteo 23:28) è scritto:“Così anche voi di fuori apparite giusti davanti agli uomini; ma dentro siete pieni d’ipocrisia e d’iniquità”-

L’ambiguità e la poca chiarezza nel nostro modo di agire può essere deleteria, perché disorienta e tradisce la fiducia, le aspettative e le speranze di chi vedeva in noi qualcosa di diverso.. qualcosa che in realtà non siamo.

E questo disonora Dio!

L’uomo e la donna del mondo possono fingere di essere ciò che non sono, ma l’uomo e la donna di Dio no!

Perché essi sono una nuova creatura in Cristo!

Penso che uno dei motivi, per cui a volte non si riesce ad instaurare e a godere appieno di quella familiarità tra credenti, di quella dolce e confidenziale amicizia cristiana, che fa parte poi della comunione fraterna e dell’essere un unico corpo in Cristo, sia proprio il non potersi fidare gli uni degli altri, nella semplicità del cuore, un cuore che dovrebbe essere puro, animato e rinnovato dall’amore di Cristo, che invece molto spesso rivela soltanto il suo piccolo, limitato ed egoistico amore umano.

A Dio sia la gloria!

Damaris Lerici

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