Non trascurare la tua salvezza

salvezza-560x280Perciò bisogna che ci atteniamo maggiormente alle cose udite, che talora non finiamo fuori strada. Se infatti la parola pronunziata per mezzo degli angeli fu ferma e ogni trasgressione e disubbidienza ricevette una giusta retribuzione, come scamperemo noi, se trascuriamo una così grande salvezza? (Ebrei 2:1-3)

– di Agostino Masdea – Più studio l’epistola agli Ebrei e più me ne innamoro. È un’epistola che esalta Cristo e la sua superiorità sopra ogni altra persona, realtà o cosa. Comincia col dirci che Dio ha parlato a noi tramite Suo Figlio, perciò dobbiamo ascoltare attentamente le Sue parole per non sviarci, e finire fuori strada.

Il concetto espresso dal grande interrogativo del verso tre, lo troviamo anche in Ebrei 12:25. Guardate di non rifiutare colui che parla, perché se non scamparono quelli che rifiutarono di ascoltare colui che promulgava gli oracoli sulla terra, quanto meno scamperemo noi, se rifiutiamo di ascoltare Colui che parla dal cielo…

Vengono usati due termini uguali: “scamperemo” e poi due termini diversi: trascurare e rifiutare. La differenza è che “rifiutare” significa dire “no!” “Non voglio!” Trascurare invece vuol dire avere qualcosa,  ma non curarsene abbastanza. E questo secondo aspetto è una delle debolezze umane di maggior rilievo: ed è anche un nostro problema perché qui tratta il trascurare in particolare le cose che riguardano Dio.

Trascurare le cose importanti può portare conseguenze tragiche: c’è chi trascura la famiglia, c’è chi trascura la salute, c’è chi trascura lo studio, c’è chi trascura la sua macchina… E così via! Quando si trascura qualcosa è perché o non si apprezza il valore oppure ci sono altre priorità e altri interessi su cui rivolgiamo le nostre attenzioni e le nostre cure. Molto spesso si trascura una cosa importante perché si è ingannati. Per esempio se si trascura la famiglia perché si pensa che il lavoro o la carriera sono più importanti della famiglia stessa. Si trascura la propria anima e il rapporto con Dio perché ci sono altre realtà che impegnano il nostro cuore.

Cosa significa trascurare? Tras – curare = il prefisso ”tras” significa “passare oltre”. Significa quindi “non curare!” A cosa fa riferimento il verso tre? Che significa “trascurare la salvezza”? La risposta è nel verso uno. “Le cose udite”. E diventa molto più chiaro alla luce di Ebrei 1:1-2: le cose udite da Colui che è la parola fatta carne, la vivente Parola di Dio! Stiamo noi trascurando la Parola? Facciamo subito un veloce test: Le cose udite: per esempio gli insegnamenti del sermone sul monte. Sapremmo noi dire a qualcuno quali sono gli insegnamenti di questo sermone? Se abbiamo “trascurato” non sappiamo da dove cominciare; questo significa che siamo trascurando la nostra salvezza.

A questo aggiungiamo il fatto che non basta solo conoscere quelli che sono gli insegnamenti di Gesù per essere suoi discepoli, ma dobbiamo metterli in pratica. Il problema purtroppo è che oggi nella chiesa ci sono tanti credenti ma pochi discepoli. Perché per diventare discepoli bisogna imparare, seguire un maestro, dedicare tempo; ma nel frenetico mondo in cui viviamo, il nostro tempo non ci basta più, non abbiamo tempo, e trascuriamo.

Qualcuno ha detto: “il contrario di amare non è odiare, ma trascurare”. Se il nostro amore per il Signore è venuto meno, se si è affievolito vuol dire che è subentrato altro amore, vuol dire che l’attenzione del nostro amore adesso si è spostata su qualcos’altro. Quindi se il nemico delle anime nostre riesce a convincerci ad amare qualcos’altro, in altre parole se riesce a sedurci, le nostre priorità cambieranno. Ci concentreremo su altre cose.

Se meditiamo su 2 Timoteo 3:1-2-4, vediamo come gli ultimi giorni saranno caratterizzati da “tempi difficili” perché come anche Gesù ha predetto “l’amore di molti si raffredderà”. Non perché non si amerà più, ma perché si ameranno le cose sbagliate piuttosto che Dio. “Or sappi questo: che negli ultimi giorni verranno tempi difficili, perché gli uomini saranno tra le altre cose amanti di sé stessi, avidi di denaro, vanagloriosi…, senza amore per il bene, amanti dei piaceri invece che amanti di Dio.

AMANTI DI SÉ STESSI. C’è un modo giusto di amare sé stessi, ma qui si parla di orgoglio, di egoismo, di pensare solo a se stessi, ai propri desideri, interessi, necessità.  Questo è un sintomo di seduzione; non possiamo amare il Signore senza rinunciare a noi stessi. Ricordiamo le parole del Maestro: “Guardate che nessuno vi seduca!”.

Noi reclamiamo rispetto, attenzioni, onore, diritti, e non ci accorgiamo che tutto ciò è la dimostrazione dell’eccessivo amore per noi stessi. Ecco perché si manifestano nella vita dei credenti attitudini e comportamenti come la permalosità, la suscettibilità, il sentirsi offesi se qualcuno ci tratta male o non usa tutte le dovute attenzioni verso di noi.

Se ci offendiamo facilmente, questo è un segno di quanto amiamo noi stessi più del Signore. Un vero cristiano non dovrebbe mai sentirsi offeso. Siamo estremamente sensibili? È una questione di quanto il nostro “io” regna ancora, di quanto potere ha nel nostro cuore.

“AMANTI DEL DENARO”.  “Nessun servo può servire a due padroni; perché o odierà l’uno e amerà l’altro, o si affezionerà all’ uno e disprezzerà l’altro; voi non potete servire a Dio e a mammona”. Quale posto occupa il denaro nel nostro cuore? Negli ultimi tempi anche molti cristiani saranno sedotti e diventeranno amanti del denaro.

“AMANTI DEL PIACERE”. Mai come in questi ultimi tempi il dio piacere è diventato il numero uno nella società. Internet, la TV, e tutto ciò che la tecnologia offre. In questa spasmodica ricerca di piacere, i cristiani rischiano di essere sedotti. Amanti del piacere, anziché di Dio. Un credente non arriva a questa condizione da un giorno all’altro, ma “trascurando.”

Come possiamo trascurare l’ineffabile dono di Dio? Come possiamo dimenticare il patto che abbiamo fatto con lui? Egli ci ha fatto Suoi eredi e coeredi di Cristo, per mezzo di un nuovo patto. Immaginate l’improbabile scena di un banchiere che lasci tutti i suoi beni, tutte le sue ricchezze, titoli, immobili e proprietà in eredità ai figli. Ma i figli trascurano quel testamento e se ne dimenticano, lo perdono, non ne fanno stima. Poi finiscono per vivere nella miseria. Sarebbe assurdo. È terribile, ma spiritualmente a volte è così! La Bibbia dice che “una bella eredità ci è toccata”. Ma dobbiamo ascoltare “Colui che parla”. Dobbiamo essere sensibili alla sua voce. D’altronde le Sue pecore conoscono la voce del loro Pastore. Ed Egli ci dice “seguimi!” (Luca 9:23-25)

Guardate di non rifiutare colui che parla, perché se non scamparono quelli che rifiutarono di ascoltare colui che promulgava gli oracoli sulla terra, quanto meno scamperemo noi, se rifiutiamo di ascoltare colui che parla dal cielo. (Ebrei 12:25)

Non dobbiamo commettere grandi peccati per perdere la salvezza, è sufficiente trascurarla. Un uomo di affari non necessariamente per fallire deve truffare o imbrogliare. Può fallire semplicemente trascurando i suoi affari. Ma essi, non curandosene, se ne andarono chi al proprio campo, chi ai propri affari. (Matteo 22:5)

Non trascuriamo una così grande salvezza! Non trascurare la tua salvezza! Perché per questa salvezza Dio ha dovuto permettere che il suo Figliuolo morisse sulla croce. Il prezzo della nostra salvezza è stato il sangue prezioso di Gesù Cristo. Non trascuriamo il dono di Dio. Egli desidera che noi viviamo una vita benedetta, esuberante, traboccante. Questo fa parte della Sua salvezza. Ma ha preparato un posto di gloria per ogni Suo figlio. Allora la nostra salvezza sarà perfetta e completa. Ma fino a quel giorno non trascuriamo ciò che Dio ci vuole dare, non trascuriamo la nostra salvezza: come scamperemo noi se trascuriamo una così meravigliosa, stupenda, immensa salvezza?

da: Chiesadiroma.it

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