Questa storia grazie a Dio è vera

chitarra-musica-sfondo-nero-l&-39 Nella sua giovinezza Pedro era stato un gran camminatore. Dalla Nicaragua egli scendeva nella Costarica, portando la sua chitarra, pernottando dovunque lo coglievano le tenebre, rallegrando i casolari sperduti nelle campagne solitarie con le canzoni che cantava accompagnandosi con la chitarra. Era veramente un buontempone ed era ovunque ben accetto.
Un giorno egli incontrò un ragazza che gli piacque a prima vista. In brevissimo tempo, egli la portò all’altare e la sposò, la qual cosa chiaramente mostrava che fondamentalmente egli era un giovane dabbene, perché la cerimonia nuziale era da molti considerata non del tutto necessaria.
Non passò molto tempo che entrambi si resero conto di essere stati, in molte cose, tagliati dallo stesso ceppo: Pedro possedeva un temperamento furioso, mentre Placida non era affatto come il suo nome. La vita matrimoniale era spesso molto burrascosa. Pedro, vagabondando attorno, aveva ve-duto che le altre donne non si adiravano con lui quando egli sostava un po’ più a lungo davanti al bicchiere di vino… Comunque egli era sempre ritornato a colei che gli piaceva più di tutte. Dal suo canto, Placida era stata centinaia di volte sul punto di lasciarlo e di andarsene per la sua via; ella anche avrebbe potuto trovarsi un altro hombre che probabilmente l’avrebbe trattata più gentilmente. Era stato forse quel «chissà» a trattenerla. Ella amava il suo viejito (vecchio) più di qualsiasi altro uomo, nonostante le battiture e tutto. Perciò le ferme risoluzioni della sera svanivano al mattino davanti alla faccia timida del suo uomo. In questo modo gli anni passarono, cinque in tutto, finché le cose raggiunsero un apice. Pedro era stato assente da casa diversi giorni. Ella non aveva idea dove egli fosse stato. Una sera egli era tornato a casa sobrio. Il fatto era in se stesso un grande evento; ma per il modo di pensare di Placida era come se una sfortuna peggiore gli fosse caduta addosso. Subito appena entrato in casa, egli le aveva detto che era divenuto un evangelico. «Un evangelico? Che cosa significa mai?». Chiese ella. «Come, un protestante, donna! Non sai forse che cosa significhi un protestante? Ho incontrato un uomo che mi ha detto cose che non avevo mai udite, e ce le ho tutte scritte in questo libro».

Placida ne aveva sopportate tante e lo aveva sempre perdonato; ma questo era il colmo, la fine di tutto. Era già tanto male avere un marito ubriacone, collerico, disonesto negli affari, ma un protestante poi… ah, no! Non poteva più convivere con lui. L’indomani avrebbe raccolto le sue cose e lo avrebbe abbandonato. Ma l’indomani ella rimandò la partenza di un giorno o due: c’era del bucato da fare e doveva fare in modo di lasciare la casa in ordine. Bisogna dire che Placida era una brava donna di casa. Questo contrattempo le permise di notare che qualche cosa era avvenuta in Pedro, un qualche cosa che aveva fatto di lui un altro uomo: non era più impaziente, non bestemmiava più e non faceva tutte le cose che di male faceva prima. Qualche cosa era successo che lo aveva cambiato. Che cos’era? Ora le carte si erano voltate; lei era divenuta la tiranna, mentre il marito sorbiva silenziosamente i suoi rimbrotti. Le cose raggiunsero il limite quando, vedendo che egli rispondeva al male con il bene, ella decise di venire a capo del mistero. Una sera ella gli disse: «Non andrai a dormire finché non mi avrai spiegato che cosa realmente significhi questo evangelio (Vangelo) che tu possiedi».
Era certamente più facile per Pedro cantare accompagnandosi con la sua chitarra che mettersi a spiegare il Vangelo. Comunque, egli prese la sua Bibbia, gliene lesse alcuni brani e li commentò come meglio poté. L’esito fu che il parlare biblico piacque anche a Placida, la quale decise di unirsi a Pedro nella sua fede e nella sua gioia.
La loro divenne una casa cristiana. Pedro e Placida vivevano in un luogo solitario, ed i vicini più prossimi erano loro inimichevoli per il fatto ch’essi avevano lasciato la religione dei padri ed erano divenuti eretici.
Venne il periodo in cui il sacerdote effettuava il suo giro annuale ‘o semi-annuale di visite. Egli si portò anche nelle vicinanze della casa di Pedro. Era quello il tempo dei battesimi, delle cresime, e delle celebrazioni delle messe per le anime dei defunti. Quelle visite erano molto redditizie per il sacerdote.

Avvenne che i vicini di Pedro, nonostante fossero fortemente cattolici ed attendessero ossequiosamente il sacerdote, si trovassero impreparati ed a corto di cibo quando questi giunse. Decisero perciò di andare a bussare alla casa di Pedro per qualche prestito di vivande. Don Abel Gongales, il capo della famiglia vicina, non fece menzione al sacerdote del fatto che Pedro era un eretico protestante; ma non appena arrivarono, la prima cosa che il sacerdote vide fu una Bibbia sul tavolo. Pedro era assente; fu donna Placida a fare gli onori di casa. Quando Pedro arrivò, fu grandemente meravigliato nel vedere chi fossero i suoi visitatori. Egli diede loro il benvenuto e per eccesso di ospitalità, si dichiarò indegno dell’onore della visita del reverendo. Il sacerdote non fu entusiasta di trovarsi fra eretici, specialmente per il fatto che era impreparato per sostenere un contraddittorio. Quelle semplici persone erano state ammaestrate alla fonte della sapienza ed il sacerdote non poté controbattere ì chiari insegnamenti dei versetti che Pedro gli citò, perciò s’infuriò e uscì rabbiosamente dalla casa. No, egli non poteva trattenersi un minuto di più con quelle persone dannate, dannate dalla testa ai piedi. Il suo compagno comunque non la pensava così. «Padre», gli disse, «questa è una bella opportunità per insegnare a queste persone la vera fede e mostrar loro le loro vie errate. Dovreste trattenervi a parlare con loro». Ma il sacerdote non volle sentire ragione e se ne andò via. Don Abel Gonzales sconvolto da ciò che era accaduto e giudicando che il sacerdote aveva perduto una grande opportunità per convertire gli eretici, i soli nei dintorni, cominciò a riflettere e a domandarsi come mai quelle persone ignoranti avessero potuto mettere a tacere il sacerdote. «Che cosa è questo evangelio che essi posseggono? Debbo scoprirlo», fu la sua decisione.

E la fine interessante di questa storia, malgrado essa non sia ancora del tutto finita, è che Don Abel Gonzales scopri il mistero ed ora egli possiede lo stesso Salvatore di Don Pedro. Questi due uomini sono gli anziani della Chiesa Evangelica di Guanacaste. Don Pedro canta ancora accompagnandosi con la sua chitarra, ma canta i cantici di Sion, nella sua casa, e precisamente nella cucina, dove si tengono le riunioni settimanali, alle quali intervengono i vicini e tutti assieme formano un bel gruppo di gente che si raduna per adorare Iddio. Un missionario in visita ebbe recentemente l’alto privilegio di ministrare loro la Parola di Dio. Un numero maggiore di persone si raccolsero in quella circostanza, alla sera, dopo le fatiche del giorno. Mentre al di fuori il vento ululava, dentro l’umile cucina il cielo s’avvicinava agli uomini. Il missionario riferì che fu del tutto una grande esperienza per lui ascoltare Pedro cantare accompagnandosi con la chitarra.
In quella località remota alle pendici di un vulcano spento, nel Guanacaste, questo gruppo di persone semplici ed umili, adora Iddio in spirito e verità. Gesù, il quale ha fatto la promessa di essere fra i due e i tre radunati nel Suo nome, è con loro ed i loro cuori ardono mentr’Egli apre loro le Scritture. Questo gruppo forma una chiesa ed essi sentitamente pregano, affinché Dio conceda loro al più presto un pastore. Nel loro zelo, hanno già tracciato un vasto itinerario, per portare il Vangelo in località remote dove nessuno lo ha mai annunziato.

Tratto da Risveglio Pentecostale del 1963, N°2-3 Febbraio-marzo

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