Col nuovo fronte a Tel Aviv e a Teheran, che cosa succederà a Gaza?
Milano (AsiaNews) – E adesso - con i riflettori del mondo da ieri spostati sul fronte tra Israele e l’Iran - che ne sarà di Gaza? La situazione là “terribile, disumana”. Lo ribadiva al telefono ad AsiaNews appena poche ore fa – subito prima dell’inizio dei raid su Teheran - p. Ibrahim Faltas, vicario generale della Custodia di Terra Santa di Gerusalemme. La popolazione “non ha più niente: muoiono di fame, di sete, di caldo, di malattie” che in altri Paesi si potrebbero curare con farmaci anche banali, ma che nella Striscia sono ormai una rarità. E aggiungeva un ulteriore dato di fatto inquietante: “Negli ultimi due, tre giorni si è aggiunto anche un blocco delle comunicazioni, non funziona internet e non è possibile parlare” con quanti vivono all’interno di una realtà che, già in passato, veniva soprannominata una “prigione a cielo aperto”.
I CURDI DI DERSIM CONTRO UNA MINIERA A CIELO APERTO
Ricordando come qui la popolazione viva di agricoltura (rilevante poi il ruolo dell’apicoltura) e che la miniera porterebbe fatalmente alla “distruzione sia delle nostre fonti di sostentamento che della nostra storia”.
ULTERIORE AUMENTO DELLE SPESE MILITARI DI ANKARa
Secondo il sito Yeni Özgür Politika la Turchia sarebbe in procinto di acquistare dagli USA missili ed equipaggiamento per 304 milioni di dollari. Si tratta di una sessantina di missili AIM-9X Sidewinder Block II, di missili aria-aria di media portata AIM-120C-8 e di undici attrezzature di guida tattica .
Gaza: i bambini palestinesi rimangono privi delle forniture e dei servizi più essenziali
Troppo spesso i bambini dello Stato di Palestina sono le vittime di questo conflitto incessante. Quasi tutti i 2,4 milioni di bambini che vivono in Cisgiordania, compresa Gerusalemme Est, e nella Striscia di Gaza sono colpiti in qualche modo. Alcuni bambini vivono con grande paura o ansia; altri affrontano le conseguenze reali della privazione di assistenza e protezione umanitaria, dello sfollamento, della distruzione o della morte. Tutti i bambini devono essere protetti.
IL PKK DEPONE LE ARMI, LA TURCHIA NO
Ovviamente il mio auspicio è che la questione si risolva alla sudafricana (con la liberazione dei prigionieri, la fine delle discriminazioni, la possibilità per il movimento di liberazione di svolgere attività politica legale senza subire la solita, sistematica repressione…) e non alla colombiana (con ritorsioni, esecuzioni extragiudiziali nei confronti di decine di ex combattenti. sindacalisti, indigeni, oppositori …).
ANCORA SCIOPERI DELLA FAME NELLE PRIGIONI TURCHE
Da mesi dieci prigionieri della sinistra radicale sono in sciopero della fame per protestare contro l’isolamento carcerario (in particolare nelle prigioni di tipo S, Y et R), contro i trasferimenti forzati e per ottenere condizioni di detenzione meno disumane.
Missili e droni tra Delhi e Islamabad: campo di prova per armi occidentali e...
Mentre si intensificano gli scontri tra India e Pakistan dopo l’attentato a Pahalgam del 22 aprile, le operazioni militari vengono sempre più lette come un confronto diretto tra le armi più all'avanguardia comprate dai fornitori internazionali. Oggi Delhi ha colpito anche le difese aeree pakistane, rischiando un’ulteriore escalation. Islamabad ha promesso una risposta “nei modi e nei tempi che preferisce”, con il rischio che si arrivi al peggior confronto armato tra i due Paesi dal 1971.
USA. Incendio distrugge il Clayborn Temple di Memphis
Dopo l’assassinio di King e la conclusione dello sciopero con un aumento di stipendio per i lavoratori, l’influenza della chiesa diminuì. Cadde in rovina e rimase vuota per anni prima dei lavori di ristrutturazione, iniziati nel 2017 grazie a un finanziamento di 400.000 dollari del National Park Service.
Venezuela. Sostegno al “popolo dell’acqua”
«La nostra esperienza nel Delta Amacuro – aggiunge Vanessa Andreina Dordelly Daza – dimostra l’importanza di un’azione umanitaria rispettosa della cultura locale, che pone al centro la leadership, la lingua e le tradizioni indigene. Questo è ciò che la Federazione Luterana Mondiale rappresenta: inclusione e dignità di tutti i popoli».
Egli è stato rigettato dai Suoi fratelli
Infine, lo studioso cristiano riflette sulla situazione umanitaria che è “un disastro” perché da settimane non vi sono consegne di cibo, aiuti umanitari e generi di prima necessità per il blocco di Israele. “Questo approccio - avverte - potrebbe portare tutta la Striscia a una condizione di carestia, un vero disastro, con un notevole impatto sul quadro generale”. E per il futuro Khalil Sayegh chiede una Striscia “libera dall’occupazione israeliana ma, al tempo stesso, anche libera da Hamas, che deve essere completamente smantellata non solo a livello di governo, ma anche di gestione della sicurezza, la sua presenza sul territorio con il braccio armato”. “Questo - conclude - è il solo modo per assicurare che non scoppi un’altra guerra in futuro, per garantire la sicurezza e la salvezza di tutti. Ma fino a che resterà Hamas, la realtà rimarrà critica per tutti”.
































