Francesco Maggio: Lettera aperta al clero islamico d’Italia – “Lascia andare il mio popolo” (Con versione in arabo)

Un settore specifico di attenzione riguarda la trasformazione in atto della nostra società che sempre più si caratterizza come realtà multietnica, multiculturale e multireligiosa. In special modo questo articolo riguarda i problemi della libertà religiosa che devono essere affrontati con serietà e lucidità. Questo appello lo rivolgiamo alle massime rappresentanze del Clero islamico presente in varie forme in Italia: presso UCOII (Unione Comunità Organizzazione Islamiche in Italia), CO.RE.IS. (e alle decine di altre rappresentanze).

Dalla Sharia origina il terrore di molti concittadini musulmani italiani che vorrebbero liberamente convertirsi al Cristianesimo! L’ha detto il Corano: uccidere ovunque quelli che escono dall’Islam!

Dal Corano: «Vorrebbero che foste miscredenti come lo sono loro e allora sareste tutti uguali. Non scegliete amici tra loro, finché non emigrano per la causa di Allah. Ma se vi volgono le spalle, allora afferrateli e uccideteli ovunque li troviate». Sura 4:89

In aggiunta, da alcuni Hadith di *Al-Bukhari, l’ordine di uccidere i musulmani che lasciano l’islam.

(*Nota: La raccolta di Al-Bukhari consiste della più autorevole scrittura fra tutte le altre tradizioni islamiche finora in circolazione. E’ considerato testo sacro secondo solo al Corano.)

Un esempio:

«Ali bruciò della gente e questa notizia raggiunse Ibn ‘Abbas, il quale disse: “se fossi stato al posto suo non li avrei bruciati, in quanto il Profeta disse di ‘non punire (nessuno) con la Punizione di Allah.’ Senza dubbio, io li avrei uccisi, perché il Profeta disse: se qualche musulmano tradisce la sua religione, uccidilo.» Hadith 4.260; 9:57-58.

L’idea a livello popolare che sia permesso uccidere un musulmano che si converta a un’altra religione (fatwa) è molto presente e in alcuni stati dove si applica la Sharia, e cioè l’Arabia Saudita, l’Iran, Pakistan, alcuni stati della Malesia. Per il resto del mondo islamico si discute moltissimo se è giusto o no uccidere un apostata poiché sembra che la condanna a morte non è sufficientemente corroborata nel Corano, anche se ammessa da Mohamed Al-Ghazali (antico sapiente giurista di chiave storica del pensiero islamico (e al quale ancora si ispirano i giuristi islamici).

E in Italia? Certo che no, almeno si penserebbe, grazie alle nostre leggi democratiche…invece queste pratiche barbarie accadono anche in Italia.

Accade proprio nel nostro Paese di incontrare sovente giovani musulmani aperti alla fede cristiana. Questi sono i musulmani della seconda e della terza generazione nati e cresciuti in Occidente; essi hanno imparato ad apprezzare la libertà religiosa, li ascoltiamo mentre ci pongono sincere domande sulla Bibbia.. Però molti di questi quando giungono alla decisione cruciale, temono di proseguire la loro indagine sulla verità; essi sanno che anche in Occidente corrono il serio rischio di essere minacciati di morte se abbandonassero l’Islam, anche in Italia, culla della democrazia. Mentre il clero islamico italiano è a perfetta conoscenza delle leggi scritte nei cuori della Umma, se da un lato esige di cavalcare le nostre leggi democratiche, nello stesso tempo vietano quella stessa libertà religiosa ai musulmani dubbiosi, nostri concittadini italiani, cresciuti a pane e nutella. La Costituzione baluardo della nostra libertà religiosa non ha peso perchè il clero islamico afferma che l’Islam deve restare al di sopra di tutto, anche sopra la Costituzione Italiana.

Conosciamo centinaia di musulmani che in Italia, che usciti dall’Islam vivono la loro fede in Cristo attenti a non farsi scoprire dalle loro famiglie, amici o colleghi di lavoro musulmani.

I musulmani anche se solo simpatizzanti al Cristianesimo sanno del loro destino deciso a livello popolare. Sarebbe sufficiente chiedere una domanda scomoda sul Corano ai loro amici, che questi li tradiranno riferendo ai loro parenti lontani nel Paese di rimproverare il loro figlio in Italia il quale starebbe rinnegando la fede. Pochi istanti dopo, giungeranno le prime ritorsioni telefoniche fino alle minacce dalle loro famiglie e varie pressioni di ritornare all’islam. Gli ex-musulmani sanno che le loro famiglie potrebbero giungere ad uccidere in nome della fede perfino un familiare che si sia macchiato del delitto di apostasia, perché è forte il senso dell’unità musulmana che non si può abbandonare la fede islamica (e questo è sottolineato anche dal Corano). Se quel tale persisterebbe nella scelta di abbracciare il Cristianesimo, allora dopo le prime intimidazioni rivelatisi inutili, scatterà di consueto la prevista legge islamica che intima al ribelle per tre volte di pentirsi entro tre giorni, dopodiché se il poveretto persisterà nella “apostasia”, allora inizierà per lui la più consumante angoscia a fuoco lento, potrebbe essere raggiunto sotto casa.

Nel migliore dei casi, il capofamiglia raggiungerà in Italia il congiunto allo scopo di costringerlo anche attraverso pressioni psicologiche e rappresaglie, quando non addirittura ricorrendo a torture e alla segregazione.

Lor signori di codesto Clero Islamico moderato, sanno queste cose; accadono a Modena, Brescia, Milano, Reggio Calabria…(per citare alcuni casi). E non da ieri…ma da sempre!! Il fatto che il cosiddetto clero islamico moderato insista a voler firmare l’Intesa con lo Stato è per introdurre dominatus iuridicus nella loro comunità e sugli apostati è incostituzionale. La Costituzione Italiana dalla firma dell’intesa in poi, non potrebbe più giuridicamente interferire negli affari interni della comunità islamica che regolerà come meglio riterrà opportuno con gli apostati!

Reciprocità?

Solo se vi saranno pari diritti di reciprocità riconosciuti dal clero islamico verso i musulmani usciti dall’Islam si può iniziare a parlare dell’Intesa con lo Stato.

Ricordiamo al Clero islamico gli Articoli 18,19 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, che comprende la libertà di cambiare religione e i diritti umani della libertà di espressione; di conseguenza i cristiani ex-musulmani qui in Italia dovranno poter vivere tranquillamente la loro fede cristiana, mentre ora soffrono persecuzioni, pressioni psicologiche, sudano sangue freddo ogni giorno, alcuni sono segregati a casa dai familiari finché non tornino all’Islam.

Noi cittadini italiani chiediamo che il clero islamico basandosi sulla Costituzione italiana, giunga a firmare esplicita dichiarazione di garantire piena dignità ai ex-musulmani convertiti al Cristianesimo. come pieno rispetto é stato riconosciuto e garantito ai cattolici italiani di volgersi all’Islam. Nel prossimo servizio vedremo in concreto i nomi e i volti dei casi più emblematici di perseguitati e di uccisi in Occidente a causa della Cristofobia islamica. Non possiamo pubblicare i volti dei ex-musulmani Italiani per le stesse ragioni per la loro sicurezza!

Francesco Maggio – Studioso Islamistica – Autore | Ufficio Relazioni con l’Islam (U.R.I.)

VERSIONE IN LINGUA ARABA

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