GESÙ CAMBIA IL LUTTO IN GIOIA.

Quando fu vicino alla porta della città, ecco che si portava alla sepoltura un morto, figlio unico di sua madre, che era vedova; e molta gente della città era con lei. Il Signore, vedutala, ebbe pietà di lei e le disse: «Non piangere!» E, avvicinatosi, toccò la bara; i portatori si fermarono, ed egli disse: «Ragazzo, dico a te, alzati!» Il morto si alzò e si mise seduto, e cominciò a parlare. E Gesù lo restituì a sua madre. Luca 7:12-15

Un corteo funebre cerca di consolare una donna che aveva già subito i gravi effetti della morte, infatti, era vedova, e adesso questo spaventoso nemico gli aveva rubato anche il suo unico figlio ma nessun conforto poteva frenare il suo pianto e la sua disperazione, andava a seppellire suo figlio e la sua speranza.

La vedova in oggetto è figura di quest’umanità priva di speranza che sta seppellendo il suo futuro.

Nelle parole di tutti si colgono la disperazione e la sfiducia verso un cambiamento vitale, i tempi migliori non vengono neanche più evocati, nessuno ci crede.

Il corteo che segue questa donna può solo piangere con lei, anche se ci sono in esso i venditori di belle parole e di false speranze.

Gli “Scienziati” che potrebbero impegnare il loro sapere per sconfiggere malattie, si adoperano invece alla creazione di mostruosità cercando di sostituirsi a Dio dando la vita con aberranti coinvolgimenti di varie persone e togliendo la vita rendendo sempre più facile applicare l’eutanasia, la dolce morte.

Non abbiamo bisogno di vite scongelate ma di una resurrezione dei viventi, e la scienza non può.

I politici del corteo della morte, litigando tra di loro, si propongono come quelli che daranno futuro alla vedova, ma essa neanche li ascolta più.

Povera donna la sua disperazione è diventata un’opportunità per chi lo accompagna al cimitero.

Il culto dell’umanesimo che torna prepotente in questa generazione non può dare speranza di vita ma trasferisce la fredda esistenza di un dio lontano e diluito in ogni religione o pensiero rendendolo come un prodotto omeopatico, senza principi attivi, ma vivente solo nella memoria.

Paradossalmente sento di affermare che questa società è la vedova morente di un Dio vivente.

Gli uomini hanno da qualche tempo deciso di vivere senza Dio, l’hanno messo fuori dalle famiglie, dalle scuole non solo con i simboli ma anche con un’educazione evoluzionista e con filosofie umaniste, fuori dalla medicina, dalla politica, e, addirittura, fuori dalle chiese.

Molti credenti hanno smesso di credere per tanti motivi, troppi problemi, troppa pressione, il conformismo al mondo, ma quando non hai più la fede, non hai più neppure la speranza e quando arriva il problema, puoi solo piangere.

Ascoltami! Io so che esiste una speranza per la tua vita e per il tuo futuro, voglio seriamente dirti che le cose possono cambiare meravigliosamente, addirittura che quello che è morto nella tua anima e nel tuo cuore può rivivere, questa speranza ha lo stesso nome che ebbe per quella donna, Gesù Cristo.

Togli la sentenza di morte, dove hai detto che non è più possibile perché Dio ti stupirà, quel giorno di lutto e di dolore stava per trasformarsi in gioia e vita, così sia anche per te, l’impossibile diventi possibile.

Ger. 31:13 Io muterò il loro lutto in gioia, li consolerò, li rallegrerò liberandoli del loro dolore.

Gesù fermò quel corteo funebre, affrontò la morte e la vinse, prese il figlio e lo restituì a sua madre e il dolore fu trasformato in gioia, gloria a Dio.

Il dolore di ieri è il dolore di oggi, la disperazione della vedova è la disperazione attuale, la soluzione di allora è la soluzione di oggi, torna a credere nel figlio di Dio, ricevi da Lui la speranza e la promessa che egli non ti lascerà mai.

Risplendi!

Tino Di Domenico

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