Per una conversione ecologica

In un tempo di crisi ambientale e climatica, risulta attualissimo il pensiero di Albert Schweitzer (1875-1965), teologo protestante, medico, musicista, filantropo, che dedicò la sua vita al servizio degli ultimi in Africa. A Lambaréné, in Gabon, fondò un ospedale ancora oggi attivo e a lui intitolato. Fu insignito del Premio Nobel per la Pace settanta anni fa, nel 1952. Ancora giovane, ma già affermato, nato in Alsazia, compì una scelta radicale di vita, trasferendosi in Gabon. Lì trascorse la sua lunga esistenza; morirà novantenne proprio in quella città africana.

Il più grande comandamento

Mentre le chiese cristiane celebrano – in queste settimane e fino al 4 ottobre – il Tempo del Creato, periodo liturgico dedicato alla riflessione e all’impegno per la creazione, il pensiero di Schweitzer relativo al “rispetto per la vita” parla ancora oggi con grande attualità. La sua etica non si limita al rapporto dell’essere umano con i suoi simili, ma si estende a ogni singola forma di vita. Più di un secolo fa, Schweitzer affermava la necessità di sentirsi solidali e rispettosi verso ogni forma di vita. E parlava di questo come del più grande comandamento, nella sua forma più semplice.
“Rispetto per la vita – ha spiegato a Voce Evangelica il teologo protestante italiano Paolo Ricca – è la traduzione purtroppo debole dell’espressione tedesca coniata da Schweitzer: ‘Ehrfurcht vor dem Leben’, vale a dire ‘timore sacro davanti alla vita’. Si tratta di provare un timore sacro davanti alla vita, simile a quello che abbiamo nei confronti di Dio”. La vita difatti, spiega il professor Ricca, può essere da noi riprodotta, trasmessa, clonata, coltivata, ma non può essere creata: solo Dio è creatore.

La radice biblica

Il pensiero di Albert Schweitzer ha naturalmente un profondo fondamento biblico-teologico. “La vita è una invenzione esclusiva di Dio – dice ancora Ricca -. Non è un caso che nel Salmo 36 e altrove nella Bibbia Dio sia chiamato ‘fonte e sorgente della vita’. Dunque il timore sacro davanti a ogni vita è il modo migliore per riconoscere e onorare Dio”.

Un profeta inascoltato

L’attualità del pensiero di Albert Schweitzer relativamente al tema ambientale è un’eredità che andrebbe oggi ripresa e messa in atto. Secondo il teologo Ricca, “Schweitzer è stato un profeta finora inascoltato; un uomo mandato da Dio che ha parlato ben prima che l’emergenza climatica e ambientale diventasse un problema acuto e prioritario”.
Un invito a cambiare strada, quello che giunge dal medico e teologo alsaziano, che in tempi di crisi ecologica diventa un vero e proprio appello alla conversione. “Oggi si parla tanto di transizione ecologica – conclude Paolo Ricca – e speriamo che questa arrivi presto e realmente; ma abbiamo bisogno soprattutto di una conversione ecologica, senza la quale i frutti sperati non arriveranno. Il pensiero di Albert Schweitzer dovrebbe dunque diventare pane quotidiano delle chiese e di tutta l’umanità, perché abbiamo bisogno di una conversione ecologica, fondamentale per il futuro dell’intera umanità”.

 

https://www.voceevangelica.ch/voceevangelica/home/2022/09/Albert-Schweitzer-conversione-ecologica-a-70-anni-dal-Premio-Nobel-per-la-pace.html

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