Francesco (1936-2025), il Papa così vicino, così lontano
Il 13 marzo 2013 Jorge Mario Bergoglio diventò Papa Francesco, segnando una transizione significativa nella Chiesa cattolica romana. Il suo pontificato, con i suoi atteggiamenti inclusivi nei confronti di tutti, il suo rumoroso silenzio sulla dottrina tradizionale e il suo linguaggio ambiguo, il suo marianesimo integrale e la sua mancanza di chiarezza su diverse questioni chiave, ha suscitato molte perplessità.
Quale scenario con la morte di Bergoglio?
Il decesso improvviso del pontefice romano, malgrado le gravi condizioni di salute, è arrivato come un fulmine a ciel sereno fra i media, sebbene questo tragico evento apre le porte allo scenario futuro apocalittico che dominerà tutte le nazioni.
GIUDICE E SALVATORE
Tempo fa ricevetti un messaggio da parte di un fratello che conteneva la prima frase del titolo di questo breve articolo. Da allora, sono tornato molte volte a meditare su queste parole. Penso sia giunto il momento di condividere qualche pensiero in merito.
Così i social aumentano l’ansia dei giovani. E le Big Tech che fanno?
Immortalare il corpo umano con una miriade di scatti mentre cambia in continuazione nel corso dell’adolescenza. È stata questa la scommessa “vinta”, ormai da anni, da parte di Instagram e, in generale, dei social network. In alcuni casi, però, il prezzo da pagare è stato il deterioramente della salute mentale e della stabilità emotiva dei giovani utenti, in particolare quelli che ne fanno un uso compulsivo e i cui livelli d’ansia risultano particolarmente elevati. Inizialmente si presumeva che i danni dell’iperdigitalizzazione fossero quasi esclusivamente legati al tempo d’esposizione agli schermi, aumentato dalle due o tre ore al giorno (comunque sempre tante), ad addirittura le oltre otto ore negli anni post pandemia
La vita mutevole della cultura di massa
La frammentazione della società e della cultura. Il superamento della triade di MacLuhan, negli anni Settanta, si deve al sociologo tedesco Niklas Luhmann: intuì un processo di cambiamento espresso da una ulteriore frammentazione della società e della cultura in molteplici sub-culture.
Cinque paure della vecchiaia
Caro santo più anziano, ho bisogno di unirmi a te nella lotta contro le paure dell’invecchiamento, e di farlo mediante la fede nella grazia futura. Ci sono cinque paure che probabilmente affronteremo insieme. Dio ci ha dato degli antidoti per ciascuna di esse nella sua parola. Questi antidoti funzionano solo attraverso la fede, ma per fede funzioneranno e la paura sarà superata e noi andremo a stare con Gesù a tempo debito senza camminare nella paura durante la nostra ultima stagione. Questa è la mia fiducia.
Denatalità. Ecco come è legata, anche, al prendersi cura degli animali
Le coppie oggi mostrano di preferire prendersi cura degli animali anziché di avere figli. È quanto attesta uno studio recente realizzato dal Dipartimento di Etologia dell’Università Elte in Ungheria, il quale ha rilevato una stringente correlazione tra l’aumento del numero di persone che desiderano un animale domestico (in particolare un cane) e il calo dei nuovi nati. Un trend in crescita non solo in Ungheria ma in tutta Europa, Italia compresa.
“Sicilia, l’isola che non ama leggere (neppure i quotidiani). I record negativi della terra...
Il deserto delle pagine che avanza nell'isola del sole e dei contrasti. Indice di lettura in Sicilia: una questione culturale o strutturale? Gli ultimi dati sulle capacità di lettura di noi siciliani, provenienti dall'Associazione Italiana Editori, non sono soltanto impietosi: sono il ritratto di una catastrofe culturale che si consuma nel silenzio complice delle istituzioni.
Bimba di 7 anni scrive a Gesù su Whatsapp: ecco cosa è successo
Eppure questa bambina l’ha fatto e non solo con la fantasia, ma materialmente. E dall’altro lato, ne è rimasta anche stupita perché quello che ha fatto è stato davvero qualcosa di spontaneo ma, al tempo stesso, geniale perché soltanto un bambino poteva pensarci. Vediamo insieme di cosa si tratta.
Il nostro bisogno dei bambini
Non a caso nella prima parte della nostra vita spirituale in genere cerchiamo di migliorare, di “fare i bravi”, mentre nella parte adulta della nostra vita spirituale cerchiamo di aggrapparci a Dio, non abbiamo quasi più bisogno di essere bravi, perché siamo passati dal non voler “cadere” al non voler più stare distanti dal Padre, che è un po’ come tornare bambini.





























