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Corridoi lavorativi: concluso il corso di italiano tenuto dalla Diaconia Valdese in Uganda

Prosegue il progetto pilota ReadyForIT per offrire opportunità lavorative in Italia nel settore delle tecnologie Si è appena concluso il corso di lingua e cultura...

A GAETA UN SERVIZIO PER ACCOMPAGNARE LE COPPIE ADOTTIVE

Nel 2017 è nato, nel Comune di Gaeta, il Centro per le Adozioni Internazionali. Il servizio si propone di accompagnare e orientare le coppie...

La storia di Giulia: il tumore, la chemio e poi il parto: «Secondo alcuni...

Ad aprile 2022 Giulia scopre di essere incinta. Una bella notizia offuscata da uno stato di salute precario: la forte oppressione toracica e l’edema di collo...

Si vergogna del suo lavoro | La figlia lo mostra con orgoglio e diventa...

Può una figlia vergognarsi del lavoro che fa il proprio genitore? La storia che stiamo per raccontarvi ribalta ogni aspettativa. Il padre chiede di non...

Muore a 11 anni e dona gli organi, i medici e gli amici si...

Quando gli hanno spiegato che aveva un tumore incurabile, il piccolo Liang Yaoyi ha insistito per donare gli organi, commuovendo un'intera nazione.  Aveva combattuto fin...

Niente è inutile

La vostra fatica non è vana nel Signore. 1 Corinzi 15:58 Durante il terzo anno in cui lottavo contro lo scoraggiamento e la depressione a...

“La voce dal deserto che chiede democrazia alla ‘nuova’ Siria. Il priore del monastero...

Non capita tutti i giorni che un monaco scriva al presidente. Ancora più raro è che lo faccia in Siria, dove per mezzo secolo parlare ai potenti significava rischiare la pelle. Ma Jihad Youssef, priore del monastero di Mar Musa al-Habashi, ha deciso di rompere il silenzio. Lo ha fatto con una lettera che è insieme un atto di speranza e un monito, indirizzata al nuovo presidente Ahmad al-Sharaa.

Due milioni di rifugiati. Non è fantascienza

«L’anno prossimo più di due milioni di rifugiati avranno bisogno di reinsediamento, secondo il Projected Global Resettlement Needs Assessment (previsione di stima per il fabbisogno di reinsediamento) per...

UOMO NON OSTENTARE LA TUA LIBERALITÀ

"UOMO NON  OSTENTARE LA TUA LIBERALITÀ, MA VIVI CON UMILTÀ L’ECCEZIONALE TUA ESPERIENZA CRISTIANA DELLA SOLIDARIETÀ" LIBERI DI DONARE CON SEMPLICITÀ | MATTEO 6:1-4 Antonio De...

Morire di stupro a 6 mesi. In India è strage di innocenti

È ancora in coma la bambina di sei anni violentata e abbandonata nell’Orissa, in India. Il giorno prima, nel Madhya Pradesh, un’altra bambina è stata violentata...

FAMIGLIA

La Buona Novella. Scintilla di speranza nel braccio della morte

Robin Dion Myers, un uomo di 63 anni da oltre trent’anni nel braccio della morte in Alabama (Usa), non morirà inalando azoto puro: la governatrice Kay Ivey ha commutato la condanna a morte in ergastolo senza possibilità di libertà vigilata, rendendo Myers il primo uomo nella storia moderna di quello Stato a ricevere clemenza in un caso di pena capitale. Secondo il Death Penalty Information Center, in Alabama, sono 157 le persone attualmente condannate alla pena capitale; dal 1976 lo Stato ha giustiziato 78 persone, e già sei nel solo 2024.

STORIE DI FEDE VISSUTE

La storia di Kim Phúc

8 giugno 1972: gli elicotteri americani bombardano un villaggio vietnamita con bombe al Napalm. Kim Phúc aveva soltanto nove anni. Quel giorno fu fotografata mentre scappava nuda, in lacrime, un’immagine che fece il giro del mondo e che ben presto sarebbe diventata un’icona della guerra del Vietnam. Quel villaggio era stato sequestrato dai soldati vietkong, per questo fu bombardato. Le bombe al Napalm contenevano un gas vischioso che si attaccava ai vestiti e al corpo bruciando tutto.

Purificato. Luca 5:12-16

Cosa cerchi?

FEDE E SCIENZA

L’Adorazione del Signore: Un viaggio spirituale nell’era dell’intelligenza artificiale

Adorare il Signore è un atto di riconoscimento della Sua grandezza, bontà e santità. In un’epoca in cui spesso ci sentiamo sopraffatti dalle sfide quotidiane, l'adorazione diventa un momento di umiltà, un modo per ricordarci della nostra posizione nei confronti del divino. È un richiamo a fermarci e riflettere su ciò che è veramente importante.

SOCIALE

SALUTE E BENESSERE

Sul Fine Vita dalla Corte Costituzionale drammatico monito sul rischio di...

La Corte ha infatti sottolineato che l'assenza di un adeguato sistema di cure palliative può indurre i pazienti a percepire la morte assistita non come una scelta libera, ma come un dovere imposto dalle circostanze, alimentando una "pressione sociale indiretta" che può portare i malati a sentirsi un peso per la società e per i propri cari, come tra l’altro la stessa Consulta aveva già affermato con la sentenza n. 135/2024.

RIFLESSIONI

Anche tu hai bisogno dell’elmo della salute!

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Un’arca per Noè