FRATELLO ANDREA, DISCEPOLO DI GESÙ CRISTO

È questo il messaggio che ho ricevuto nel mio cellulare alcune ore fa.

E già nel mondo cristiano, testate giornalistiche scrivevano: “Il contrabbandiere di Dio è morto all’età di 94 anni”.

Una volta lo sentii dire che non ci teneva ad essere ricordato come il contrabbandiere di Dio, ma che preferiva essere ricordato come l’asino che aveva portato Gesù in groppa nell’entrata trionfale a Gerusalemme, perché l’unica cosa veramente buona che aveva fatto era portare Gesù a qualcuno.

Anne Van der Bijl, questo il suo vero nome, era conosciuto in tutto il mondo come Fratello Andrea, perché a questo ambiva: ad essere fratello, membro della Chiesa, discepolo del Cristo.

Perciò con il seguente video vogliamo ricordare questo umile e audace servo del Re dei re, questo fratello capace di scomodare e ispirare intere generazioni di missionari e di fondare Porte Aperte/Open Doors, la missione al servizio dei cristiani perseguitati nei luoghi più ostili al Vangelo del mondo:

“Ho combattuto il buon combattimento, ho finito la corsa, ho conservato la fede”. 2 Timoteo 4:7 

Grazie Andrea. Fratello mio.
Cristian Nani – Direttore Porte Aperte/Open Doors

APPROFONDIMENTO

Fratello Andrea, fondatore di Porte Aperte, 1928-2022

Anne Van der Bijl, questo il suo vero nome, era conosciuto in tutto il mondo come Fratello Andrea, perché a questo ambiva: essere fratello, membro della Chiesa, discepolo del Cristo.

Fratello Andrea è stato il fondatore di Porte Aperte/Open Doors, ad oggi il più longevo ministero globale focalizzato nel servizio ai cristiani perseguitati. Fu ispirato tra le altre cose da due passi biblici, Apocalisse 3:2: “Sii vigilante e rafforza il resto che sta per morire” e Apocalisse 3:8: “Ecco, ti ho posto davanti una porta aperta, che nessuno può chiudere” e oggi Open Doors serve in oltre 70 paesi.

Nel 1955 si recò con una delegazione olandese al Festival Mondiale della Gioventù Comunista in Polonia. Erano gli anni della Guerra Fredda e lì scoprì una Chiesa dietro la Cortina di Ferro, oppressa e perseguitata, che aveva un disperato bisogno di Bibbie. Fratello Andrea distribuì una valigia piena di letteratura cristiana… segnando gli umili inizi di Porte Aperte.

“La nostra missione si chiama Porte Aperte perché crediamo che tutte le porte siano aperte, sempre e ovunque”, era solito affermare. “Io credo fermamente che ogni porta sia aperta per entrare e proclamare Cristo, purché tu sia disposto ad andare e non sia preoccupato di dover tornare”.

La sua autobiografia, Il Contrabbandiere di Dio, è divenuta un bestseller internazionale e dal 1967 ne sono state vendute ben oltre 10 milioni di copie in più di 35 lingue. Si stima che Fratello Andrea abbia visitato 125 Paesi e percorso più di un milione di chilometri nei suoi viaggi per predicare il Vangelo e stare al fianco dei perseguitati.

Fu tra i primi a guardare al mondo islamico come frontiera missionaria nel secolo scorso, recandosi soprattutto in Medio Oriente e in Asia Meridionale. Sentiva chiaramente che la rapida diffusione dell’islam sarebbe diventata una sfida molto più grande per i cristiani di tutto il mondo di quanto non lo fosse mai stato il comunismo. Allo stesso tempo, il suo amore per il prossimo lo spinse a trasformare la parola ISLAM nell’acronimo di I Sincerely Love All Muslims (io amo sinceramente tutti i musulmani).

Il suo amore per Dio e per il Suo Grande Mandato lo hanno spinto a incontrare pericolosi leader di diversi gruppi fondamentalisti. È stato tra i pochi leader occidentali a recarsi regolarmente da questi gruppi come ambasciatore di Cristo: voleva far conoscere loro il Vangelo e l’amore del Padre. Condusse Porte Aperte a focalizzarsi sulla realtà dei credenti nascosti, spingendo la missione nei territori più ostili al Vangelo del mondo.

Ha ricevuto numerosi riconoscimenti per il suo lavoro missionario. Nel 1993 è stato nominato cavaliere dalla regina Beatrice dei Paesi Bassi. Nel 1997 ha ricevuto il Premio per la Libertà Religiosa dell’Alleanza Evangelica Mondiale, riconoscendo la sua vita di servizio ai cristiani perseguitati e la sua passione per la diffusione del Vangelo.

Saldamente ancorato ai valori fondanti che permeano l’intera missione, Fratello Andrea ha guidato Porte Aperte in luoghi dove la maggior parte dei cristiani non va. La rete clandestina di cristiani locali messa insieme dalla missione ha contribuito alla distribuzione di milioni di Bibbie ogni anno in tutto il mondo, alla formazione di centinaia di migliaia di leader cristiani, al soccorso di centinaia di migliaia di vedove, orfani e famiglie cristiane in difficoltà. L’agenzia oggi abbraccia una gamma ampia di progetti, che spaziano dagli aiuti umanitari di prima necessità al sostegno spirituale e psicologico alle vittime, dalla fornitura di materiale formativo cristiano alla costruzione di infrastrutture utili alle comunità locali. Inoltre, opera nei paesi liberi affinché si diffonda nell’opinione pubblica nazionale e internazionale una sempre maggiore consapevolezza sulla condizione dei cristiani in queste nazioni, anche attraverso la World Watch List, l’autorevole report sulla persecuzione anticristiana.

Fratello Andrea è stato sposato per 59 anni con la moglie Corry, scomparsa il 23 gennaio 2018. Lasciano cinque figli e gli undici nipoti, oltre che a un’eredità di ispirazione e di devozione al Grande Mandato e agli ultimi, i perseguitati, e un ministero, Porte Aperte, solido e in crescita.

Da molto tempo aveva passato il testimone nella leadership, mostrando l’umiltà e la visione che un leader servo dovrebbe avere.

https://www.porteaperteitalia.org/fratello-andrea-discepolo-di-gesu-cristo/

Ti è piaciuto l'articolo? Sostienici con un "Mi Piace" qui sotto nella nostra pagina Facebook