La statistica di Dio

Da sempre l’essere umano reagisce in modi diversi a ciò che è appunto diverso, la statistica e la bibbia ci vengono in aiuto per capire come si misura la variabilità e cosa c’è alla base della stessa.

Per variabilità si intende quanto differente è una “variabile” cioè un carattere nelle unità della popolazione. Ad esempio se consideriamo banalmente come variabile l’età di un collettivo di giocatori di football possiamo vedere che essa vari tra i 15 e i 40 anni circa; ci saranno pertanto giocatori con 15 anni altri con 16 altri con 20 altri con 30 e così via. Esistono diversi indici statistici che permettono di misurare e sintetizzare quantificando la diversità esistente tra gli individui di una popolazione oggetto di studio, in questo caso i giocatori di calcio, rispetto a una o più variabili, nell’esempio la variabile “età”.

Senza scendere nei dettagli tecnici di costruzione di un indice di variabilità, basta sapere che esso si basa sul confronto o meglio sulle differenze di ogni singola modalità/valore della variabile associata  alla singola unità rispetto a un parametro di sintesi della variabile stessa, ad esempio la media. Pertanto nell’esempio sopra si considereranno le differenze dell’età di ogni calciatore rispetto all’età media di tutto il gruppo: maggiori sono le differenze maggiore è la variabilità.

Cosa ci dice la bibbia sulla variabilità?

Bè per i cristiani, il parametro “medio” per eccellenza dell’indice è Gesù: “E noi tutti, a viso scoperto, contemplando come in uno specchio la gloria del Signore, siamo trasformati nella sua stessa immagine, di gloria in gloria, secondo l’azione del Signore, che è lo Spirito”(2 Corinzi). Sembra che lo Spirito Santo accorci le distanze delle differenze tra noi e Gesù e può essere pertanto considerato un detentore della variabilità rispetto a Cristo.

Nello specifico lo Spirito è uno cosi come Gesù e Dio ma le sue manifestazioni, i suoi doni sono diversi da persona a persona come dice l’apostolo Paolo nella lettera ai Corinzi. Pertanto la variabilità tra gli uomini cioè orizzontale è buona, lo spirito santo accorcia la variabilità verticale cioè rispetto a Cristo attraverso la contemplazione del pensiero di Dio su di noi.

Tornando al concetto statistico di variabilità, essa può essere legata a caratteristiche osservabili (ad esempio età, peso, altezza, etc..) oppure a caratteristiche non osservabili (propensione a fare qualcosa, temperamento, attitudine del cuore,  etc..), di certo essa ha un ruolo fondamentale nell’applicazione di modelli statistici che studiano certi fenomeni. Se tutti fossero uguali per tutte le caratteristiche di studio non avrebbe senso fare modelli per sintetizzare e analizzare.

E’ bello riflettere sul fatto che la variabilità è qualcosa che ha a che fare con Dio e il suo creato; non vi è un essere vivente esattamente uguale all’altro, anche i gemelli si differenziano per alcune caratteristiche mantenendo la propria unicità. Se pertanto siamo uguali a qualcun altro per una o più caratteristiche, come ad esempio l’età e il sesso, siamo sicuramente diversi per qualche altra. Ognuno di noi ha poi un’attitudine del cuore a ricevere, una misura di grazia ricevuta a seconda della minore o maggiore apertura del cuore; in ogni caso siamo amati in modo unico da Dio perché Lui ci ha creato unici e la nostra identità è in Cristo Gesù. Tuttavia a Dio è piaciuto crearci diversi l’uno dall’altro non solo perché avessimo la nostra unicità ma anche perché siamo diverse membra del corpo di Cristo “Ora, invece, Dio ha disposto le membra in modo distinto nel corpo, come egli ha voluto.  Se poi tutto fosse un membro solo, dove sarebbe il corpo? Invece molte sono le membra, ma uno solo è il corpo” (1 Corinzi).

Ci si chiede perciò: qual è la ragione principale alla base della variabilità? la bibbia ci risponde: “Non può l’occhio dire alla mano: «Non ho bisogno di te»; né la testa ai piedi: «Non ho bisogno di voi». Anzi quelle membra del corpo che sembrano più deboli sono più necessarie” (1 Corinzi).

Una funzione fondamentale della variabilità è l’aiuto reciproco, nel corpo di Cristo tutti hanno bisogno gli uni degli altri e sono tutti necessari anche i più deboli, tutti diversi e uniti per il Regno di Dio. “A ciascuno è data una manifestazione particolare dello spirito per l’utilità comune” (1 Corinzi).

Irene Rocchetti

Ti è piaciuto l'articolo? Sostienici con un "Mi Piace" qui sotto nella nostra pagina Facebook