Le istituzioni censurano chi non la pensa come loro, è una vergogna!

Lunedì 26 novembre è stato messo in atto un vero e proprio assalto alla libertà di espressione da parte di un gruppo di donne. In un primo momento pensavo si trattasse di un gesto di incivili contro la sede di Pro Vita a Roma. Poi leggo e scopro che i soggetti nella foto sono il presidente, Sabrina Alfonsi, e gli assessori del PD del Municipio Roma I Centro che imbrattano con le loro locandine a favore dell’aborto, la vetrina privata di Pro Vita dove al suo interno è affisso un manifesto – già censurato dal comune di Roma qualche mese fa – che mostra attraverso una tenerissima immagine di un bambino, la verità biologica di come eravamo tutti noi all’11 settimana di vita nella pancia di nostra madre: bambini ben formati con tutti gli organi presenti, il battito del cuore già dalla terza settimana del concepimento, il ditino in bocca, e ricordandoci che se oggi siamo qui è perché le nostre mamme non ci hanno abortito.

Quindi sempre di incivili si tratta ma con aggravante perché non è un gruppo di disadattati o vandali di quartiere ma di persone che ricoprono un ruolo nelle istituzioni e cosa fanno? Si esaltano sui social per aver invaso la proprietà privata altrui (ma non è reato?) per boicottare un manifesto a favore della vita, e si galvanizzano per aver oscurato un pensiero diverso dal loro (ma in Italia non c’è il diritto alla libertà di pensiero?) con locandine su cui strillano messaggi di esaltazione del diritto della donna all’autodeterminazione “sul mio corpo decido io” e alla libertà di scelta.

E’ in pericolo la libertà di pensiero

Mettiamo per un attimo da parte la diversa posizione sull’aborto e sulla legge 194 che per noi cristiani è chiaramente contraria, la cosa scandalosa qui è che ci sono delle figure che rivestono cariche pubbliche che abusano del loro potere per andare contro la libertà di pensiero di altri con cui sono in disaccordo, forti del fatto che non risponderanno del loro gesto vergognoso e illecito, e se ne vantano pure. Questo grave atto da parte di queste figure, ci sta dicendo che nel nostro Paese è in pericolo la democrazia e se non ti allinei col pensiero dominante rischi la censura. Questa si chiama dittatura.

Di quale libertà di scelta parlano?

Prima di tutto la mia libertà finisce dove inizia quella di un altro e l’aborto non tiene conto del diritto alla vita del bambino. Sul piano della scelta, la loro unica proposta è abortire e non vogliono dare alcuna opzione di scelta alla donna, perché se davvero difendessero il diritto alla libertà di scegliere, allora rispetterebbero associazioni come Pro Vita che offrono alla donna un’alternativa di scelta all’aborto invece di boicottarle.

Non è diritto della donna essere informata?

Da poco c’è stata la giornata contro la violenza sulle donne e in difesa dei suoi diritti. Non rientra forse in questi diritti essere informate sulle fasi di sviluppo biologico del bambino che si porta nel grembo, come mostra appunto il manifesto che hanno occultato, e se secondo le esponenti del PD devono deciderne la morte, almeno farlo consapevolmente? O è più comodo ingannarle facendole credere che non c’è vita ma un cumolo di cellule, falso (!), nel loro grembo?

giornata della donna

Non è forse un diritto per una donna essere informata in maniera corretta e onesta sui rischi e le conseguenze dell’aborto per la sua salute fisica e psichica?

Per elencarne alcuni: infertilità futura, emorragie, rischio di perforazione uterina con danni agli organi vicini in particolare vescica e intestino, asportazione dell’utero aumenti di rischio di cancro al seno, depressione e ansia. Conseguenze, queste, tutte confermate da studi medici che non vengono diffusi ma sono dati ufficiali che chi vuole può trovare e leggere.

E’ una vergogna vedere rappresentanti delle istituzioni che invece di darci il buon esempio ci mostrano uno spettacolo di cotanta pochezza ideologica, seguaci più di uno slogan, oggi così tragicamente di moda, ma che fa molto “social”, che infrangono la Costituzione, il codice penale, il diritto di espressione, il diritto di proprietà privata, il millantato rispetto per l’altro. E noi donne, dovremmo sentirci tutelate e rappresentate da queste persone?

Perfavore non facciamoci prendere in giro!

Simona Amabene | Fonte