Pane per i denti di ogni buon cristiano

Quando uccisero Martin Luther King, il 75% degli americani disapprovava le sue idee e la sua causa.

“Figli di Cam!”…

Così nel passato venivano apostrofati gli afroamericani in USA.

Da chi? E chi poteva avere una conoscenza biblica di quel tipo, se non dei cristiani (bianchi)?

Bibbia alla mano, nell’incapacità della cultura di molte chiese del tempo di mettere in discussione la propria interpretazione di alcuni passaggi delle Scritture, i neri erano destinati alla servitù, figli della maledizione di Noè contro suo figlio Cam.

E’ normale dunque che l’idea di eguaglianza tra bianchi e neri perseguita da King non piacesse: sfidava lo status quo della società, così pure delle chiese. Obbligava tutti ad aprire gli occhi di fronte all’ingiustizia.

L’ingiustizia in qualsiasi luogo è una minaccia alla giustizia ovunque”1

==>> I cristiani sono chiamati in prima linea nella ricerca dell’eguaglianza sociale, poiché tra i primi reperti storico-letterari dell’umanità dove si parli di eguaglianza vi sono sicuramente le destabilizzanti parole di San Paolo alla chiesa dei Galati: “Non c’è qui né Giudeo né Greco; non c’è né schiavo né libero; non c’è né maschio né femmina; perché voi tutti siete uno in Cristo Gesù2. L’intero concetto biblico di corpo di Cristo parla di gente da ogni popolo, tribù, nazione, lingua. Il prossimo ci interessa, fino addirittura ad amarlo, per dire.

In realtà i cristiani sono chiamati in prima linea nella ricerca della giustizia in generale, per questo in seno al cristianesimo nacquero movimenti, attivismi, istanze, individui votati all’eliminazione di specifiche ingiustizie sociali. Pensiamo alla controcultura cristiana che spinse all’eliminazione della pratica dell’esposizione dei bambini3; all’attivismo che favorì l’abolizione della schiavitù; fino alla lotta contro la segregazione razziale.

Tuttavia, negare che in seno al cristianesimo stesso fu necessario un processo di acquisizione di certe consapevolezze denso di frizioni e fazioni, significa negare l’umanità che lo compone. In altre parole, mettersi in discussione crea tensioni, è normale, umano: non farlo a causa delle tensioni, invece, è velenoso.

Ma il Vangelo ha spinto in passato e spinge oggi i cristiani a leggere la società e l’epoca in cui vivono dal filtro dei valori in esso contenuti, continuando a mettere in discussione in primis la loro vita quotidiana, poi quella della chiesa nel suo insieme ed infine quella della società e dell’epoca in cui si muovono. Perché la fede cristiana è una fede che si interroga. Abbraccia tutto, persino la vita oltre la morte. Non teme il confronto, anzi invita l’ignoto a presentarsi, poiché non fa mistero del mistero. Ed è questo sano esercizio che rende la ricerca della giustizia proattiva ed efficace.

Senza dubbio questa ricerca ci farà battere territori scivolosi, pericolosi e poco salubri, la qual cosa non piacerà, solleverà obiezioni dentro e fuori la chiesa, come dimostra la storia di Martin Luther King. Tuttavia, pensare di poter vivere al di sopra della mischia ed essere cristiani è assurdo.

È per questo che in Porte Aperte non abbiamo esitato a far sentire la voce dei perseguitati in tutti i forum possibili, da quelli religiosi a quelli politici4, dai media di destra a quelli di centro e di sinistra, dalle istituzioni nazionali a quelle internazionali: perché in fin dei conti è una questione di ricerca della giustizia.

https://www.fedepericolosa.org/pane-per-i-denti-di-ogni-buon-cristiano/

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