E’ autunno o è apocalisse?

E’ assai pesante il bilancio del maltempo che ha colpito in questo inizio d’autunno il Nord Ovest dell’Italia, con danni alle infrastrutture e all’agricoltura in Liguria, Piemonte e Lombardia: i comuni più colpiti sono quelli di Ventimiglia, Savona, Sanremo, Imperia, il Pavese e il Cuneese. In Liguria i danni maggiori sono stati causati dall’esondazione del fiume Roja, mentre il Po’ è salito di oltre sei metri oltre il livello di guardia in molte zone. Lo scenario è da vera e propria “apocalisse”, con torrenti straripati, interruzione delle arterie di collegamento, ponti crollati nonché frane che hanno trascinato fra i flutti interi fabbricati costruiti vicino gli argini; almeno sei le vittime, molte delle quali provenienti dalle alluvioni che hanno colpito nelle stesse ore l’entroterra di Nizza nel settore francese, dato che la Francia è stata attraversata dalla tempesta Alex nella zona sudorientale al confine con l’Italia. La violenza delle tempesta ha provocato gravi inondazioni che hanno bloccato molte strade e isolato le comunità della zona, registrando in meno di 12 ore l’equivalente delle precipitazioni medie di un anno: otto i dispersi. Nel Pavese, la piena del fiume Sesia ha devastato intere colture, soprattutto di riso e di soia, compromettendo i raccolti che, secondo Confagricoltura, appesantiranno l’economia del paese, dato che le maggiori produzioni di riso provengono proprio dal territorio colpito. Ma se in Italia è l’acqua a distruggere i raccolti, in Ecuador è stato il fuoco a devastare interi bananeti: infatti, l’eruzione del vulcano Sangay di una decina di giorni fa ha ricoperto di polvere lavica ettari di colture di banane, distruggendo così il 30% della produzione dei succosi frutti esportati nel mondo. Molti son convinti che questi eventi non hanno alcun relazione con i flagelli biblici descritti nei testi sacri (cfr. cap. 1 di Gioele), sicchè pochi danno senso alle calamità ripetute che si stanno abbattendo a ogni latitudine. Appare naturale, pertanto, che nessuna voce si alzi forte e chiara per allertare il popolo, a maggior ragione che i numeri dei contagi attuali, in largo in aumento in Francia, Italia e Spagna (45 milioni i contaminati, con un milione di morti) non spingono l’opinione pubblica a interrogarsi né ad esaminare le scritture. Tuttavia, sebbene la paura del virus sta incrementando i casi di depressione fra gli italiani e all’estero, l’ennesimo proclama del papa argentino Bergoglio che, di recente, ha escluso che la pandemia del covid19 presagisca un “castigo divino”, rasserena il mondo cattolico e lo mantiene ancora nell’oscurità. “E’ ora di svegliarsi dal sonno…”, dice Paolo in Romani 13:11, ma molti credenti sembrano siano caduti in un lungo letargo. Oh, so bene che nei contesti evangelico-riformati tutti parlano del ritorno del Signore, ma se questi segni dei tempi vengono sminuiti del loro significato profetico, che tipo di “vergini” stiamo preparando per l’attesa dello Sposo? Caro lettore, l’attuale pontefice insiste nella sua visione di  “fratellanza universale” (testo della recente enciclica) fra popoli di fedi diverse fra di loro, proseguendo imperterrito verso quell’Ecumenismo antiscritturale che porterà dritto dritto dentro “Babilonia”, la grande meretrice con cui molti hanno fornicato (!). Ebbene, la peste non si ferma, la terra trema, i monti fumano e tu cosa fai? Ti vai santificando? Credi nelle promesse del Signore che restaurerà il suo Regno millenario partendo da Gerusalemme (Zaccaria 14:4)? Ci credi veramente? Dio conosce i nostri pensieri, non dimenticarlo, perciò ti esorto a diffidare da chi ti presenta un vangelo piacevole e soave che non conduce a un vero ravvedimento di cuore. Salvatore Di Fede

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