Serbatoi di grandine

Come preannunziato dai meteorologi in anticipo di una settimana, all’ondata di caldo torrido che ha segnato questo primo scorcio di luglio si è contrapposta una perturbazione che ha colpito nella giornata di martedì e mercoledì la costiera adriatica, da Pescara alla Puglia: infatti, malgrado il gradevole abbassamento delle temperature (10 gradi di media), nessuno poteva prevedere la tromba d’aria che si è abbattuta a Taranto, né le violente grandinate che hanno sgomentato pescaresi e pugliesi.

A Pescara si registrano più di una decina di contusi per la violenza della grandine grossa come arance, oltre che danni ad auto e finestre delle abitazioni andate in frantumi, mentre diverse strade si sono trasformate in torrenti che, spinti dal forte vento che ha raggiunto raffiche di oltre 100 km/h, hanno trascinato via molte automobili. Ma si registra un tornado persino a Milano Marittima, dove la violenza del vortice ha sradicato pini marittimi caduti sulle autovetture in transito e persino su alcuni bus urbani, oltre che causare allagamenti di sottopassi.

n Puglia la grandine grossa come palle da tennis ha devastato le campagne in pochi istanti, oltre che provocare danni a moltissime auto (lunotti spaccati e ammaccature sulla carrozzeria); i danni alle serre e alle strutture agricole, specie tendoni di uva e ortaggi, saranno quantificati dalla Coldiretti a breve, sebbene la stessa Associazione Coltivatori sia costernata perché l’economia agricola della zona ha già subito un duro colpo per i tre tornado di aprile scorso, le quattro trombe d’aria a maggio e più di una decina di grandinate sino ad oggi! Ma è comunque Taranto che paga lo scotto maggiore di questo maltempo, poiché la furia del vento ha divelto una gru di 80 metri caduta nel porto siderurgico dove stava lavorando un giovane operaio, ufficialmente disperso; a distanza di quasi sette anni, si è ripetuta, purtroppo, la stessa dinamica del novembre 2012, allorquando un improvviso tornado colpì la stessa zona travolgendo una gru e uccidendo il manovratore, ritrovato morto poi sui fondali.

Tuttavia il maltempo non ha risparmiato nemmeno il foggiano, perché violenti nubifragi si sono abbattuti sulla costa causando allagamenti sul lungomare e danni ad alcuni stabilimenti balneari, compreso grossi disagi per i numerosi turisti. Mi domando. Cambiamenti climatici o meno, come ci si può abituare ai “fenomeni estremi” di cui parlano gli esperti? Perché la natura si sta ribellando all’uomo particolarmente in questo secolo? Perché i chicchi di grandine diventano sempre più enormi? Forse possiamo spiegare tutto questo con qualche teoria sull’evoluzione? Non fu la “grandine”, mi pare, una delle dieci piaghe d’Egitto (Esodo 9:25)? Non sarà ancora la grandine uno dei flagelli futuri (Apocalisse 16:21)? Personalmente credo che ogni avvertimento biblico non sia mai esagerato, né penso che il Signore abbia interesse a “gonfiare” il tono delle sue parole per alterarne il senso, sicché son pienamente convinto che questo ennesimo fenomeno climatico suona come avvertimento divino a prescindere dai danni che la grandine provoca: infatti, giacche verrà il tempo in cui Dio “svuoterà i suoi serbatoi di grandine, riservati al tempo della sciagura, della guerra e della battaglia” (Giobbe 38:22-28), come possiamo rimanere insensibili dopo quanto accaduto?

Salvatore Di Fede | Notiziecristiane.com

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