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Una cattiva risposta a una giusta chiamata

In quei giorni, Mosè, già diventato adulto, andò a trovare i suoi fratelli; notò i lavori di cui erano gravati e vide un Egiziano...

Zé Roberto, un calciatore che ha dato la sua vita a Gesù

Zé Roberto , calciatore impegnato nell'opera di Dio, condivide la sua testimonianza di fede, di ciò che Dio ha fatto nella tua vita. Ha...

Oggi il Campione del mondo potresti essere anche tu!

"Ringraziato sia Dio che ci dà la vittoria per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo". (1 Corinti 15:57) "Fatevi animo Io ho vinto il...

Tu puoi farcela!

Molte volte si pronuncia questa fatidica frase, “non c’è la faccio più”. Credo che per la maggior parte delle persone è una richiesta di aiuto, come...

Il ballo della purezza o dell’apparenza?

Negli Stati Uniti vanno di moda celebrazioni in cui le figlie promettono ai padri di giungere illibate al matrimonio. Brelyn Bowman è figlia di un...

L’arte di rialzarsi

Una fiducia tradita, un'accusa ingiusta, un insuccesso, il dolore per la morte di una persona cara, una malattia che rivoluziona le prospettive desiderate... sono...

La cosa migliore che puoi fare con la tua vita

Una delle cose più meravigliose e speranzose che puoi conoscere riguardo te stesso e la tua vita è racchiusa in una frase piuttosto semplice...

Dire una buona parola: il nono comandamento

Anche se essere diffamati è qualcosa di doloroso, grazie alle parole di Gesù e alla consolazione che i nostri nomi sono scritti nel Libro della Vita (Ap. 13:8, Ap. 17:8-13), possiamo essere desiderosi di sostenere la verità e il buon nome degli altri, anche quando il nostro nome non lo è. Tuttavia, nei momenti in cui falliamo, possiamo fiduciosamente affidarci a Cristo, il nostro perfetto Salvatore, il quale “…non commise peccato e nella sua bocca non si è trovato inganno. Oltraggiato, non rendeva gli oltraggi; soffrendo, non minacciava, ma si rimetteva a colui che giudica giustamente” (1 Pt. 2:22-23).

Aspetta e spera, che poi (con Dio) s’avvera!!

Cari ragazzi, quante volte, in preda alla disperazione e allo sconforto, abbiamo cercato rifugio tra le braccia di una persona a noi cara? Credevamo...

“Che cosa dice la Bibbia a riguardo dei figli ribelli?”

Il figlio o la figlia che si ribella può farlo per una varietà di motivazioni. Laddove c’è un atteggiamento duro, poco amorevole e critico...

FAMIGLIA

La Buona Novella. Scintilla di speranza nel braccio della morte

Robin Dion Myers, un uomo di 63 anni da oltre trent’anni nel braccio della morte in Alabama (Usa), non morirà inalando azoto puro: la governatrice Kay Ivey ha commutato la condanna a morte in ergastolo senza possibilità di libertà vigilata, rendendo Myers il primo uomo nella storia moderna di quello Stato a ricevere clemenza in un caso di pena capitale. Secondo il Death Penalty Information Center, in Alabama, sono 157 le persone attualmente condannate alla pena capitale; dal 1976 lo Stato ha giustiziato 78 persone, e già sei nel solo 2024.

STORIE DI FEDE VISSUTE

La storia di Kim Phúc

8 giugno 1972: gli elicotteri americani bombardano un villaggio vietnamita con bombe al Napalm. Kim Phúc aveva soltanto nove anni. Quel giorno fu fotografata mentre scappava nuda, in lacrime, un’immagine che fece il giro del mondo e che ben presto sarebbe diventata un’icona della guerra del Vietnam. Quel villaggio era stato sequestrato dai soldati vietkong, per questo fu bombardato. Le bombe al Napalm contenevano un gas vischioso che si attaccava ai vestiti e al corpo bruciando tutto.

Purificato. Luca 5:12-16

Cosa cerchi?

FEDE E SCIENZA

L’Adorazione del Signore: Un viaggio spirituale nell’era dell’intelligenza artificiale

Adorare il Signore è un atto di riconoscimento della Sua grandezza, bontà e santità. In un’epoca in cui spesso ci sentiamo sopraffatti dalle sfide quotidiane, l'adorazione diventa un momento di umiltà, un modo per ricordarci della nostra posizione nei confronti del divino. È un richiamo a fermarci e riflettere su ciò che è veramente importante.

SOCIALE

SALUTE E BENESSERE

Sul Fine Vita dalla Corte Costituzionale drammatico monito sul rischio di...

La Corte ha infatti sottolineato che l'assenza di un adeguato sistema di cure palliative può indurre i pazienti a percepire la morte assistita non come una scelta libera, ma come un dovere imposto dalle circostanze, alimentando una "pressione sociale indiretta" che può portare i malati a sentirsi un peso per la società e per i propri cari, come tra l’altro la stessa Consulta aveva già affermato con la sentenza n. 135/2024.

RIFLESSIONI

Anche tu hai bisogno dell’elmo della salute!

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Un’arca per Noè